Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3121

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[p. 195 modifica] queste scene, dove l’animo de’ lettori è sommamente interessato, non sono altri che quegli stessi che Omero ha tolto a deprimere, i nemici de’ greci ch’egli ha preso ad esaltare. Né pertanto egli s’astiene dal volere a ogni modo far piangere sopra i troiani, e deplorare ai medesimi greci quelle sventure ch’essi avevano cagionate, del che egli nel tempo stesso sommamente li celebra.

Grande, caro, artifiziosissimo e poetichissimo effetto dell’Iliade, che Omero ottenne col duplicare espressamente e l’interesse e lo scopo e l’Eroe, che non si poteva ottenere altrimenti, che fu tutto invenzione ed opera di Omero, voglio dir l’unione e l’armonia di questi due interessi e fini contrarii, e il pensiero d’introdurli ambedue nel suo poema, e sostenerli congiuntamente fino all’ultimo, facendoli camminar sempre del pari. Con che oltre all’avere raddoppiato l’effetto del suo poema, interessando per l’una parte l’immaginazione, per l’altra il cuore;