<dc:title> Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura </dc:title><dc:creator opt:role="aut">Giacomo Leopardi</dc:creator><dc:date>XIX secolo</dc:date><dc:subject>Saggi</dc:subject><dc:rights>CC BY-SA 3.0</dc:rights><dc:rights>GFDL</dc:rights><dc:relation>Indice:Zibaldone di pensieri I.djvu</dc:relation><dc:identifier>//it.wikisource.org/w/index.php?title=Pensieri_di_varia_filosofia_e_di_bella_letteratura/3163&oldid=-</dc:identifier><dc:revisiondatestamp>20260425192916</dc:revisiondatestamp>//it.wikisource.org/w/index.php?title=Pensieri_di_varia_filosofia_e_di_bella_letteratura/3163&oldid=-20260425192916
Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura - Pagina 3163 Giacomo LeopardiXIX secoloZibaldone di pensieri I.djvu
[p. 219modifica] e interiori dell’uomo e delle nazioni, c’interessa senz’alcun paragone piú che l’Eneide scritta in tempi tanto posteriori, e piú conformi ai nostri, ed aiutata pur grandemente, come ho detto, dall’interesse medesimo della Iliade; piú che la Gerusalemme, piú che altri tali poemi, i quali, massimamente rispetto all’Iliade, si possono dir nati l’altro ieri. Dico c’interessa estremamente di piú, intendendo dell’interesse totale e finale, e risultante da tutto il poema, e diffuso e serpeggiante per tutto il corpo del medesimo. Il quale interesse cosí inteso, manca quasi affatto ai poemi che dalla Iliade derivarono; perocché non bisogna confonder con esso il piacere che ci cagiona la lettura di tali poemi, derivante dallo stile, dalle immagini, dagli affetti, e da tali altre cose che non hanno essenzialmente a far coll’ultimo e principale scopo e scioglimento del poema; né anche i particolari (o episodici o non episodici) interessi qua e là sparsi, non finali né continui