Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3374

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[p. 349 modifica] dimostra l’aver essa poi potuto produrre i Seneca e Lucano, l’esempio dello stile de’ quali, può (quanto allo stile) servire pur troppo di copioso commento alle parole di Cicerone, che, s’io non m’inganno, della lingua non meno che dello stile si debbono intendere (6 settembre 1823).


*    Dico in piú luoghi che la natura non ingenera nell’uomo quasi altro che disposizioni. Or tra queste bisogna distinguere. Altre sono disposizioni a poter essere, altre ad essere. Per quelle l’uomo può divenir tale o tale; può dico, e non piú. Per queste l’uomo, naturalmente vivendo, e tenendosi lontano dall’arte, indubitatamente diviene quale la natura ha voluto ch’ei sia, bench’ella non l’abbia fatto, ma disposto solamente a divenir tale. In queste si deve considerare l’intenzione della natura: in quelle no. E se per quelle l’uomo può divenir tale o tale, ciò non importa che tale o tale divenendo, egli divenga quale la natura ha voluto ch’ei fosse: perocché la natura per quelle disposizioni non ha fatto altro che lasciare all’uomo la possibilità di divenir tale o tale; né quelle sono