Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3520

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[p. 2 modifica] che per l’addietro m’era stato sempre di grandissimo odio e spavento senza ragione, ma lasciai pur di temere e presi anche ad amare nel genere stesso quel che ragionevolmente sarebbe da esser temuto; né la ragione o la riflessione che già non poterono liberarmi dal timor naturale, poterono poscia, né possono tuttavia, farmi temere o solamente non amare, quello che per natura o assuefazione, irragionevolmente, io amo e non temo. Né io son pur, come ho detto, de’ piú irriflessivi, né manco di riflettere ancora in questo proposito all’occasione, ma indarno per concepire un timore che non mi è piú naturale. Questo ch’io dico di me, so certo essere accaduto e accadere in mille altri tuttogiorno, o quanto all’una delle due parti solamente, o quanto ad ambedue. - Quello che non può in niun modo la riflessione, può e fa l’irriflessione (25 settembre 1823). Vedi p. 3908.


*    Tre stati e condizioni della vecchiezza rispetto alla giovanezza1 ed alle altre età. 1°. Quando il genere umano era appresso a poco incorrotto, o certo proclive ed abituato generalmente alla virtú, e quando l’esperienza insegnava all’individuo le cose utili a se ed agli altri, senza disingannarlo delle oneste o delle inclinazioni virtuose, nobili, magnanime

Note

  1. Puoi vedere la p. 3846.