Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3556

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[p. 25 modifica] delle donne, nelle quali, indipendentemente dall’altre qualità, la stessa debolezza è amabile, perché reca piacere ec. Cosí di certi animaletti o animali (come la pecora, i cagnolini, gli agnelli, gli uccellini ec. ec.), in cui l’aspetto della lor debolezza rispettivamente a noi, in luogo d’invitarci ad opprimerli, ci porta a risparmiarli, a curarli, ad amarli, perché ci riesce piacevole ec. E si può osservare che tale ella riesce anche ad altri animali di specie diversa, che perciò gli risparmiano e mostrano talora di compiacersene e di amarli ec. Cosí i piccoli degli animali non deboli, quando son maturi, sono risparmiati ec. dagli animali maturi della stessa specie (ancorché non sieno lor genitori), ed eziandio d’altre specie (eccetto se non ci hanno qualche nimicizia naturale, [p. 26 modifica]o se per natura non sono portati a farsene cibo ec.); ed apparisce in essi animali una certa o amorevolezza o compiacenza verso questi piccoli. Similmente negli uomini verso i piccoli degli animali che cresciuti non son deboli. E di questa compiacenza non n’è solamente cagione la piccolezza per se (ch’è sorgente di grazia, come ho detto altrove), né la sola sveltezza che in questi piccoli suole apparire (siccome ancora nelle specie piccole di animali) e che è cagion di piacere per la vitalità che manifesta e la vivacità ec., secondo il detto altrove da me sull’amor della vita, onde segue quello del vivo ec., ma v’ha la