Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3571

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*    Alla p. 3542. A questo discorso appartengono, oltre i verbi in uare e i nomi in uosus, anche i nomi in ualis, che son sempre fatti da’ nomi della quarta o [p. 36 modifica]da’ nomi in uus ec. ec., altrimenti tali nomi fanno alis semplicemente.1 Come ritualis, manualis, tonitrualis ec. ec. da ritus us ec. E cosí appartengono a questo discorso gli altri o nomi o aggettivi o sustantivi o avverbi, o voci qualunque derivative, che hanno l’u davanti alla desinenza propria della loro specie particolare, qualunque sia e la desinenza e la specie ec. (1 ottobre 1823).


*    Alla p. 3541. Il primitivo e proprio significato di spes non fu già lo sperare ma l’aspettare indeterminatamente al bene o al male. Vedi Forcellini in Spes, Spero ec., insperatus ec. Svetonio, in Iulius Caesar, c. LX, § 1 e quivi il Pitisco, i greci in Ἐλπίς, ἐλπίζω ec., gli spagnuoli in esperar, inesperado, ec. ec., gl’italiani in speranza, sperare ec., insperato ec. (oggi nel discorso civile non mai, nella scrittura di rado, nel volgare e plebeo discorso, conservatore perpetuo dell’antichità, spessissimo e piú frequentemente ancora che nelle nostre antiche scritture, si usa speranza, sperare ec. per aspettare semplicemente,2) e anche per l’aspettativa determinata al male, ossia il timore, ma in tal caso non

Note

  1. Manuarius, manuatus sum (da manuo o manuor), mortualia, mortuarius, mortuosus, flexuosus, flexuose, portuosus, saltuosus, flatuoso.
  2. Anche ne’ nostri antichi scrittori questo uso di sperare ec. non sembra esser che volgare.