Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3607

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[p. 59 modifica] detto), dalla fortuna o buona o ria argomentavano o la malvagità o la bontà, o il merito o il demerito di ciascuno, non istimando che né la sventura né la buona sorte potesse toccare agl’immeritevoli. Pur quanto gli fu possibile Omero non mancò di cercar di conciliare ad Achille cogli altri affetti i piú favorevoli, anche l’affetto dolcissimo della pietà, madre o mantice dell’amore. Ciò non solo coll’accidentale sventura della morte del suo amico Patroclo e con altre tali, ma col mostrare eziandio, come in lontananza, la finale sventura e l’infelice destino del bravo Achille, che per immutabile decreto del fato aveva a morire nel piú bel fiore degli anni, e questo in prezzo della sua gloria, ch’egli scientemente e liberamente aveva scelta e preposta, insieme con una morte immatura, a una vita lunga e senza onore. Tratto sublime che perfeziona il poetico e l’epico del carattere di Achille, e della sua virtú, coraggio, grandezza d’animo ec., e che finisce di renderlo un personaggio sommamente amabile e interessante.

Il carattere di Enea partecipa molto de’ difetti di quel di Goffredo. Egli ha piú fuoco, ma e’