Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4055

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[p. 434 modifica] τειχη, poiché egli quivi parla dei muri di un cortile, e che μέγα si riferisca alla grandezza di que’ muri in quanto muri di cortile. Non per tanto il luogo di Luciano e altri di Tucidide, appo lo Scapula, mostrano che τειχίον si diceva anche de’ muri di città, fortezza ec. (moenia), e possono servire a illustrare quelli d’Omero, confermar la lezione (massime il luogo di Luciano che è evidente), e provando che quivi τειχίον sta semplicemente per τεῖχος, benché unito con μέγα, aggiungere una insigne prova alla mia opinione circa la positivazione di molti diminutivi greci, in particolare nel dir poetico, o piuttosto antico o ionico ec. (28 marzo, domenica quarta di Quaresima, 1824).


*    Τῆς ῥινὸς ἔλκειν, menar pel naso, proverbio greco conforme all’italiano, del che altrove, con un luogo di Luciano, ove vi si aggiunge il φασὶ. Aggiungi lo stesso Luciano in Reviviscentibus; Opera, 1687, t. I, p. 396. Vedi il Forcellini, i lessici e gli scrittori di adagi e proverbi ec. (29 marzo 1824). Luciano, ib., 556-560.


*   Plurali in a. Martella. Crusca in Asce (29 marzo 1824).


*    Diminutivi positivati. Lens-lenticula (lente, lenticchia ec.) (31 marzo 1824).


*    Dita plurale di dito. Nota che il corrispondente nome latino non è neutro, ma mascolino (1 aprile 1824). Nocca, Uova. [p. 435 modifica]


*   Come in italiano l’uomo per on francese, per si ec., del che altrove, cosí anche in ispagnuolo el hombre nel modo stesso. D. Quijote, par. 2, cap. 40, ed. Madrid, 1765, tomo III, p. 446 (1 aprile 1824).


*    La lingua spagnuola è già conformissima all’italiana per indole (oltre all’estrinseco) quanto possa esser lingua a lingua. Ma piú conforme sarebbe, se ella fosse stata egualmente coltivata, formata e perfezionata, cioè avesse avuto ugual numero e varietà e capacità di