Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4287

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[p. 233 modifica] sempre divenuto contento ed affezionato a qualunque luogo (Firenze, 23 luglio 1827). Colla rimembranza egli mi diveniva quasi il luogo natio.


*    Veramente e perfettamente compassionevoli non si possono trovare fra gli uomini. I giovani vi sarebbero piú atti che gli altri, quando sono nel fior dell’età, quando ride loro ogni cosa, quando non soffrono nulla, perché se anche hanno materia di sofferire, non la sentono. Ma i giovani non hanno patito nulla, non hanno idea sufficiente delle infelicità umane, le considerano quasi come illusioni, o certo come accidenti d’un altro mondo, perché essi non hanno negli occhi che felicità. Chi patisce non è atto a compatire. Perfettamente atto non vi potrebbe essere altri che chi avesse patito, non patisse nulla, e fosse pienamente fornito del vigor corporale, e delle facoltà estrinseche. Ma non v’ha che il giovane (il quale non ha patito) che sia cosí pieno di facoltà, e che non patisca nulla. Se altro non fosse, lo stesso declinar della gioventú, è una sventura per ciascun uomo, la quale tanto piú si sente, quanto uno è d’altronde meno sventurato. Passati i venticinque anni, ogni uomo è conscio a se stesso di una sventura amarissima: della decadenza del suo corpo, dell’appassimento del fiore dei giorni suoi, della fuga e della perdita irrecuperabile della sua cara gioventú (Firenze, 23 luglio 1827). [p. 234 modifica]


*    Vagheggiare, bellissimo verbo.


*    Naufragato, naufragé ec. per che ha naufragato. Vedi Forcellini ec. Scappato si dice volgarmente anche in Toscana di un giovane licenzioso ec. Osé.


*    Rempli per plein. Foncé per profond.


*    Béqueter. Nutrire, nodrire-nutricare, nodricare. Vedi Forcellini. Frigere-fricasser.


*    Fra, infra, tra, intra tanto, entre tanto per in tanto, en tanto.


*    Embraser co’ derivati. Aggiungasi al detto altrove, che le lettere br sogliono entrare nella composizione di voci dinotanti arsione ec.