Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/525

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[p. 42 modifica] molto meno uguale: non può se non regnare o servire. La libertà richiede homines non mancipia, ἄνδρας καὶ οὺκ ἀνδράποδα, e chi è schiavo o dei padroni servendo, o di se stesso, dell’egoismo e delle basse inclinazioni, regnando, non può comportare lo stato libero, né uguale. L’amor di se stesso è inseparabile dall’uomo. Questo lo porta ad innalzarsi. Dove l’innalzamento ec., insomma la soddisfazione dell’amor proprio è impossibile, quivi l’uomo non può vivere. Ora nello stato di perfetta libertà ed uguaglianza l’individuo non fa progressi senza virtú e pregi veri, perché la sua fortuna, gli onori, le ricchezze, i vantaggi ec. dipendono dalla moltitudine, la quale, non potendo giudicare secondo gli affetti e inclinazioni particolari, perché queste son varie e infinite e non si accordano insieme, bisogna che giudichi secondo le regole e le opinioni universali, cioè le vere. Chi dunque manca di virtú e pregi veri (e tali sono gli uomini corrotti), non può sopportare la libertà e l’uguaglianza né trovar vita in questo stato (18 gennaio 1821).


*    Sane quod poematis delectari se ait, id