Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/526

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[p. 42 modifica] non abhorret ab huius compendii scriptore, quando stylus eius est in historia declamatorius ac poetico propior, adeo ut etiam hemistichia Virgilii profundat: dice G. G. Vossio di Floro (de Historicis Latinis, l. 1). Nel lib. IV, [p. 43 modifica]c. 11, dove Floro dice di Antonio il triumviro, patriae, nominis, togae, fascium oblitus, pare che questa sia un’imitazione di Orazio: (Od. v, l. 3, v. 10).

Anciliorum, nominis et togae
Oblitus aeternaeque Vestae (18 gennaio 1821).


Vedi p. 723, fine.


*    Alla p. 477. Floro è noto per il molto che ha di poetico, non solo nell’invenzione, nell’immaginazione, evidenza, fecondità, come Livio, ma nella sentenza e nella frase, anzi non tanto nella facoltà quanto nella maniera, nello stile, e nella volontà. E in ogni modo Floro ha tanto di gravità, nobiltà, posatezza ed ancora castigatezza, insomma tanto sapor di prosa, quanto non si troverà facilmente in nessun moderno, se non forse, ma dico forse, in qualcuno de’ nostri cinquecentisti. E quella stessa dose di pregi, (senza