Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/554

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[p. 59 modifica] appartiene al mio proposito. Questo discorso non considera né deve considerare altro che la ragione delle cose, e quindi come avrebbero dovuto andare e avrebbero potuto andare da principio e secondo natura; non come sono andate o vanno. Del resto, negli scarsi vestigi storici che rimangono delle antichissime monarchie (e questo discorso non appartiene se non alle antichissime e primitive) non mancherebbero esempi e argomenti di effettiva e realizzata corrispondenza del primitivo governo monarchico col pubblico bene delle rispettive società. Cosí nei popoli americani, cosí nei selvaggi (dove la tirannia par che s’ignori, sebbene si conosca la monarchia o militare o civile), cosí negli antichi germani, de’ quali Tacito ed altri; cosí fra i celti, de’ quali Ossian; cosí fra i greci omerici, sebben questi appartengono precisamente a un grado di monarchia posteriore al primitivo. Insomma, considerando le storie de’ primi tempi, si può vedere che l’idea della tirannia, sebbene antica, non è però antichissima.