Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/580

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[p. 73 modifica] ed essenzialmente libero, indipendente, uguale agli altri, e queste qualità appartengono inseparabilmente all’idea della natura e dell’essenza costitutiva dell’uomo, come degli altri animali. La società è nello stesso modo primitivamente ed essenzialmente dipendente e disuguale, e senza queste qualità la società non è perfetta, anzi non è vera società. Pertanto, l’uomo in società bisogna che necessariamente si spogli e perda delle qualità essenziali, naturali, ingenite, costitutive e inseparabili da se stesso. Le quali egli può ben perdere in fatto, ma non in ragione, perché come si può considerare un essere spoglio di una sua qualità intrinseca, costitutiva e indipendente affatto dalle circostanze [p. 74 modifica]e dalle forze o esterne o accidentali, perch’essendo primitiva e naturale, è necessaria e durevole in ragione, quanto dura quell’essere che la contiene e ne è composto? Sarebbe lo stesso che voler considerare un uomo senza la facoltà del pensiero, la quale è parimente indipendente dagli accidenti. In questa ipotesi sarà un altro