Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/725

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[p. 152 modifica] grandissima forza, sia per [se] stesso fortissimo, abbia gran vita, grande sprone. Ma tutte le opere letterarie italiane d’oggidí sono inanimate, esangui, senza moto, senza calore, senza vita (se non altrui). Il piú che si possa trovar di vita in qualcuno, come in qualche poeta, è un poco d’immaginazione. Tale è il pregio del Monti, e dopo il Monti, ma in assai minor grado, dell’Arici. Ma oltre che questo pregio è rarissimo nei nostri odierni o poeti o scrittori, oltre che in questi rarissimi è anche scarso (perché il piú de’ loro pregi appartengono allo stile), osservo inoltre che non è veramente spontaneo né di vena e soggiungo che non solamente non è, ma non può essere, se non in qualche singolarissima indole.


*    La forza creatrice dell’animo appartenente alla immaginazione è esclusivamente propria degli antichi. Dopo che l’uomo è divenuto stabilmente infelice, e, che peggio è, l’ha conosciuto,