Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/850

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[p. 220 modifica] ne’ secoli e dagli scrittori ancor buoni e notabilissimi, ma non ottimi, della greca letteratura.

Finché questa dunque durò nel suo primo ed ottimo stato, la diversità fra la lingua parlata e scritta, fu piccola, e, credo io, non molto maggiore di quella che ora sia in Francia. Prova ne può essere fra le altre molte l’aver letto Erodoto la sua storia al popolo, e averne riscosso quegli applausi nazionali che tutti sanno. Cosa che non sarebbe avvenuta, se (posta nel rimanente la parità delle circostanze) il Guicciardini avesse letta la sua storia alla moltitudine. E se Tito Livio o Tacito avessero fatto lo stesso, non al cospetto di giudici scelti e intelligenti, ma avendo per giudice, o anche avendo ad esser giudicati da alcuni pochi, ma applauditi però con entusiasmo dalla moltitudine, crediamo noi che vi sarebbero riusciti? Quanto alle orazioni de’ famosi oratori latini, dette nella concione, ognuno sa, che le scritte erano diverse dalle recitate, [p. 221 modifica]e però da quelle che abbiamo di Cicerone non possiamo argomentare che