Pescatori d'Islanda/Parte V/Capitolo III

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Capitolo III

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Pierre Loti - Pescatori d'Islanda (1886)
Traduzione dal francese di Carlo De Flaviis (1911)
Capitolo III
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Capitolo Terzo.


Appena la «Leopoldina» fu partita, Gaud s’incamminò — con un passo rapido — verso la casa dei Gaos.

Un’ora e mezzo di cammino lungo la costa, presso i sentieri familiari di Ploubazlanec, ed arrivò là basso nella sua nuova famiglia.

La «Leopoldina» doveva passare, davanti quel Pors Even da dove la sera sarebbe partita definitivamente.

Là si sarebbero visti un’ultima volta e sarebbero restati insieme un altro poco.

A terra, dove non si vedevano i marosi lontani, era sempre lo stesso bel tempo primaverile, lo stesso cielo tranquillo. Essi uscirono un momento sulla strada dandosi il braccio; ciò ricordò loro la passeggiata del giorho prima con la differenza che la notte non sarebbero [p. 144 modifica]stati insieme. E camminarono senza scopo, andando verso Paimpol. Ben presto si trovarono presso la loro casa portati là quasi insensibilmente senza averci pensato; vi entrarono ancora un’ultima volta e salutarono la nonna Yvonne che fu rapita di felicità per averli visti comparire. Yann faceva mille raccomandazioni a Gaud per tante piccole cose lasciate nell’armadio; sopratutto per il suo bel vestito del matrimonio; bisognava spiegarlo ogni tanto e metterlo al sole. E Gaud sorrideva vedendo come egli sapesse anche di questo; poteva essere sicuro che ella glielo avrebbe conservato e curato con amore.

Queste preoccupazioni erano secondarie per loro; ne parlavano così per parlare, per darsi un’aria indifferente Yann raccontò che a bordo della «Leopoldina» si erano tirati a sorte i posti di pesca e che a lui ne era capitato uno buonissimo che l’aveva reso tanto contento. Gaud si fece spiegare anche questo, non sapendo niente delle cose d’Islanda.

— Guarda Gaud, nel parapetto dei nostri battelli, vi sono dei buchi fatti per passarci le nostre canne. Dunque, prima di partire, noi tiriamo a sorte quei buchi. Ognuno di noi guadagna il suo, e durante tutta la campagna, non si ha il dritto di mettere la canna altrove. Il mio posto ora si trova dietro il battello che è il posto da dove si prende più pesce....

Essi parlavano a bassa voce e molto in fretta come per paura di perdere i pochi Istanti che loro restavano. La conversazione aveva il carattere di tutto ciò che deve finire inesorabilmente; le cose più semplici, più insignificanti, sembravano diventare in quegli ultimi momenti, misteriose e supreme.... [p. 145 modifica]