E chiuso è l’orto e suggellato è il fonte,
e beve l’innocente aura l’olezzo
del casto fior che v’arboreggia in mezzo;
e tu ricinta n’hai, vergin, la fronte. Ma ciò soverchio non t’affidi, e pronte
serba le voglie ove dimori al rezzo;
che desir basso non vi sparga il lezzo,
e i frali sensi e ’l molle cor t’impronte. Era siepe innocenza a l’orto antico,
né coll’angue poteo, né valse a lei
che morse il pomo e si coprí del fico: e in fidato giardin, sciolta i capei,
credendo a l’acque il bel corpo pudico,
trovò Susanna i vecchion sozzi e rei.