<dc:title> Poesie varie </dc:title><dc:creator opt:role="aut">Angelo Mazza</dc:creator><dc:date>1912</dc:date><dc:subject>Poesie</dc:subject><dc:rights>CC BY-SA 3.0</dc:rights><dc:rights>GFDL</dc:rights><dc:relation>Indice:Poeti minori del Settecento II, 1913.djvu</dc:relation><dc:identifier>//it.wikisource.org/w/index.php?title=Poesie_varie_(Angelo_Mazza)/Sonetti/XXIV._Giudizio_finale&oldid=-</dc:identifier><dc:revisiondatestamp>20260425210927</dc:revisiondatestamp>//it.wikisource.org/w/index.php?title=Poesie_varie_(Angelo_Mazza)/Sonetti/XXIV._Giudizio_finale&oldid=-20260425210927
Poesie varie - XXIV. Giudizio finale Angelo Mazza1912Poeti minori del Settecento II, 1913.djvu
Ne la mente mi siede, e al cor mi suona
quel gran dí che giustizia a sé riserba.
Ira e vendetta di rigor superba
ardono in volto a un Dio che ha d’uom persona. Voce di paradiso a’ giusti intuona:
— Venite al regno che per voi si serba. —
Fulmineo scoppio di parola acerba
percuote gli empi, e l’imo Erebo introna. E quegli al lor desir s’alzano e vanno;
e questi, ahi! questi da immutabil sorte
traboccan vòlti ne l’estremo danno. Riserra intanto eternitá le porte
ai regni della gioia e dell’affanno.
Gran dí, suonami al cor, fino alla morte.