<dc:title> Poesie varie </dc:title><dc:creator opt:role="aut">Giovanni Pascoli</dc:creator><dc:date>1913</dc:date><dc:subject></dc:subject><dc:rights>CC BY-SA 3.0</dc:rights><dc:rights>GFDL</dc:rights><dc:relation>indice:poesie varie (Pascoli).djvu</dc:relation><dc:identifier>//it.wikisource.org/w/index.php?title=Poesie_varie_(Pascoli)/Dal_1896/Aquila_e_falco&oldid=-</dc:identifier><dc:revisiondatestamp>20160303153034</dc:revisiondatestamp>//it.wikisource.org/w/index.php?title=Poesie_varie_(Pascoli)/Dal_1896/Aquila_e_falco&oldid=-20160303153034
Poesie varie Giovanni Pascoli1913Poesie varie (Pascoli).djvu
Aquila di Savoia,
che guardi tu lontano,
e già con rauca gioia
rotei sopra il Po?
— Sento gridare al piano: 6io vi discenderò —
Falco del Montenegro!
l’ultima rupe stride
del tuo squittire allegro
come la gioventù...
Falco, laggiù si uccide! 12Scendi una volta: giù.
Castelvecchio, 3 ottobre 1896.
Note
↑[p. 234modifica]questi pochi versi furono composti dietro richiesta del Ministro dell’I. P. Gianturco per l’albo di autografi che venne offerto ai nostri Sovrani, allora principi, nelle loro nozze.