Prose della volgar lingua/Libro terzo/LXIX

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Terzo libro – capitolo LXIX

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Leggesi Come, non solo per voce, che comperazione fa, in risposta di quest’altra Cosí; ma ancora in vece di Che: Che per certo, se possibile fosse ad averla, procaccerebbe come l’avesse; dove come l’avesse si disse, in vece di dire che l’avesse. Leggesi ancora, in vece di Poiché o di Quando: Il qual come alquanto fu fatto oscuro, là se ne andò, e, Come costoro ebbero udito questo, non bisognò piú avanti. È oltre acciò alcuna volta, che ella si legge in vece di In qualunque modo: E disse a costui, dove voleva essere condotto, e come il menasse, era contento, ciò è in qualunque modo il menasse, era contento; e ancora in vece di Mentre: E come io il volea domandare chi fosse, e che avesse, et ecco M. Lambertuccio; né meno si legge in vece di Quanto: Oimè lasso, in come picciol tempo ho io perduto cinquecento fiorin d’oro e una sorella!. Nel qual sentimento, ella s’è detta eziandio troncamente da molti degli antichi in questa guisa Com, e dal Petrarca altresí, che disse:

O nostra vita ch’è sí bella in vista,
com perde agevolmente in un mattino
quel che ’n molt’anni a gran pena s’acquista;

e altrove:

Ma com piú me n’allungo, e piú m’appresso.