Prose della volgar lingua/Libro terzo/XXXI

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Terzo libro – capitolo XXXI

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Nelle voci poi che si danno al passato, la prima di loro, ne’ verbi della prima maniera, in due vocali sempre termina cosí, Amai Portai; fuori solamente queste, che son di due sillabe, Stetti Diedi Feci, che Fei eziandio si disse nel verso; nella qual licenza è nondimeno rimasa in piè la I, che par fine molto richiesto a questa voce. Non la lasciò in piè il Petrarca, quando e’ disse:

I’ die’ in guardia a san Pietro,

e altrove,

Ch’i’ li die’ per colonna
de la sua frale vita,

dove Die’, in vece di Diedi, si legge. Né pure il Petrarca nelle rime cosí fece, ma il Boccaccio ancora cosí ci ragionò nelle prose, il qual disse: Ma io mi posi in cuore di darti quello che tu andavi cercando, e dietelo; e altrove: Signor, questa donna è quello leale e fedel servo, del quale io poco avanti vi fe’ la dimanda. Levasi tuttavia la detta vocal nelle prose piú spesso, quando alcun’altra voce le si dà che dall’accento di lei si regga, e Dilibera’mi in vece di Diliberaimi, e cotali altre senza risparmio si dicono toscanamente. Non cosí semplicemente dire si può, che quella della seconda e della terza maniera ne mandi il fin suo; tra le quali alquanta piú di varietà si vede essere. Perciò che quantunque ella nella I sempre termini, sí come fa in tutte, vi termina nondimeno nell’una e nell’altra maniera in diversi modi, con ciò sia cosa che nella seconda piú fini v’han luogo. Perciò che in que’ verbi, che la C per loro naturale consonante v’hanno, Giacere Tacere, ella con esso lei C e con la Q apresso termina, Giacqui Tacqui. In quelli che v’hanno la L, essa v’aggiugne la S, e Valsi Dolsi ne fa, che Dolfi eziandio si disse. Solamente Volli la sua consonante raddoppia, come che pure nel verso egli alle volte fa come quelli. Raddoppiano medesimamente quegli altri, che delle altre consonanti v’hanno naturalmente, Caddi Tenni Seppi Ebbi Bevvi, e quest’altri, Sedetti Temetti Dovetti, che ha eziandio Dovei nel verso, i quali oltre acciò una sillaba di piú v’aggiunsero. Dissi Bevvi, perciò che quantunque Bere toscanamente si dica, egli pure da Bevere n’uscí, la qual voce e qui e in altre parti della Italia è ad usanza. Escono di questa regola Godei Capei Potei e Vidi e Providi, che ha nondimeno Provedetti nelle prose, e Parvi, che Parsi medesimamente nel verso ha, e Offersi, che da Offerere si genera.