Prose della volgar lingua/Libro terzo/XXXVII

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Terzo libro – capitolo XXXVII

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Cosí diceva il Magnifico, quando mio fratello il ritenne, cosí dicendo: - Voi m’avete con questi due modi di passato tempo, Giuliano, a memoria fatto tornare un altro modo ancora di questo medesimo tempo, che la vostra lingua, non cosí continuo, usa nondimeno assai sovente, e ciò è questo: Ebbi detto, Ebbe fatto, Ebber pensato, e le altre voci similmente. Laonde, se egli non vi grava, diteci che differenza il cosí dire abbia da quegli altri, acciò che a messer Ercole e questo ancora si faccia chiaro -. A cui il Magnifico cosí rispose: - Io m’aveggo che rade volte altri può di tutto ciò, che uopo gli fa, ramemorarsi; perciò che quantunque io, poscia che io jersera vi lasciai, sopra le cose, che io oggi a dire avea, questa notte alquanta ora pensato v’abbia, nondimeno egli non mi soveniva testé di ragionarvi di cotesto modo di passato tempo; del quale, poiché voi, messer Carlo, piú di me aveduto, la differenza, che tra esso e gli altri è, richiedendomene mi ricordate, e io la vi dirò. La quale nondimeno è poca, et è tuttavia questa: che gli altri due passati tempi soli e per sé star possono ne’ ragionamenti, Io scrissi, Giovanni ha parlato, ma questo non mai; perciò che non si può cosí dire, Io ebbi scritto, Giovanni ebbe parlato, se altro o non s’è prima detto o poi non si dice. Anzi, o veramente sempre alcuna delle particelle gli si dà, che si danno al tempo, Poi Prima Guari e simili: Poi che la donna s’ebbe assai fatta pregare e Né prima veduta l’ebbe e Né ebbe guari cavato, dopo le quali parole, altre parole fa bisogno che seguano a fornire il sentimento; o veramente questo modo di dire si pon dopo alcun’altra cosa detta, da cui esso pende e senza la quale star non può; sí come non può in queste parole: E questo detto, alzata alquanto la lanterna, ebber veduto il cattivel d’Andreuccio, nelle quali Ebber veduto si pone dopo E questo detto e Alzata la lanterna; o in quest’altre: Il famigliare, ragionando co’ gentili uomini di diverse cose, per certe strade gli trasviò, e a casa del suo signore condotti gli ebbe, dove Condotti gli ebbe si dice, dapoi che s’è detto, Gli trasviò; o pure in quest’altre del Petrarca:

Non volendomi Amor perder ancora
ebbe un altro lacciuol fra l’erba teso,

nelle quali medesimamente veder si può, che poscia che non l’ha voluto Amor perdere, Ebbe teso si dice. E finalmente, come che questo modo di passato tempo si dica; egli sempre in compagnia si pon d’altro verbo, come io dissi; dove gli altri due si dicono, senza necessità di cosí fare -.