Puerili (Leopardi)/Pompeo in Egitto/Argomento

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Argomento

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Pompeo in Egitto Pompeo in Egitto - Tragedia
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IV

POMPEO IN EGITTO

tragedia

(1812)



ARGOMENTO


Vinto Pompeo a Farsaglia, partì per Larissa, donde s'incamminò per la vallata di Tempe; e, giunto ad Anfipoli, fece pubblicare un editto, col quale comandò a tutta la gioventù della provincia di portarsi armata appresso di lui1. Avendo però inteso che Cesare, il quale lo inseguiva, non era molto lontano, parti per Mitilene; dove giunto, prese il cammino verso Rodi, ma essendo stato mal ricevuto da' suoi abitanti, entrò in Attalia nella Panfilia, e passò quindi nell'isola di Cipro2. Avendo risoluto di cercare un asilo presso il re di Egitto Tolomeo, il cui padre egli avea sommamente beneficato, mandò ad avvertirlo della sua venuta3. [p. 52 modifica]Fotina, il quale avea l'autorità di primo ministro, adunò il consiglio, nel quale fu proposto se dovesse o no riceversi Pompeo. Il retorico Teodoto fu di opinione che dovesse a lui permettersi di approdare, e quindi di ucciderlo, per cosi obbligarsi Cesare, e non aver di che temere dalla parte di Pompeo. Fu seguito il suo consiglio, ed Achilia, uomo di singolare audacia, incaricossi della esecuzione. Prese egli seco Settimio, di nascita romano, e Salvio con altri sgherri, e postosi in una barca avanzossi verso Pompeo, il quale nel suo vascello stava attendendo la decisione del Consiglio4. Invitatolo ad approdare, Pompeo inviossi verso la spiaggia, alla quale essendo giunto, nell'atto che egli si levava appoggiandosi ad un suo liberto, Settimio diedegli un colpo di spada dietro alle spalle. Salvio ed Achilia unironsi a Settimio, e Pompeo vedendosi circondato da questi sicari, gittato un sospiro, prese, per coprirsi il volto, i lembi della sua veste, e senza dir parola si lasciò trucidare5. Sopra quest'ultimo fatto è fondata precipuamente la presente tragedia, nella quale si son tolte alcune vere circostanze per sostituirvene delle altre più proprie e più adattate all'intreccio della medesima. [p. 53 modifica]

INTERLOCUTORI


Tolomeo re di Egitto.
Teodoto confidente di Tolomeo.
Achilla confidente di Teodoto.
Cneo Pompeo Magno.
Teofane confidente di Pompeo.
Caio Giulio Cesare.
Fulvio ambasciatore di Giulio Cesare.
Guardie e soldati egiziani.
Guardie e soldati del séguito di Pompeo.
Guardie e soldati di Giulio Cesare.


La scena è l'Alessandria nella reggia di Tolomeo. [p. 54 modifica]

  1. «Erat edictum Pompeii nomine Amphipoli propositum, uti omnes eius provincia: iuniores, graci civesque romani iurandi caussa convenirent». Caesar, Comment. de bello civili, lib. III, cap. 102.
  2. «Ipse... cognito Caesaris adventu... Mytilenas paucis diebus venit. Biduum tempestate retentus, navibusque aliis additis actuariis, in Ciliciam atque inde Cyprum pervenit». Caesar, ibidem.
  3. «Ad eum [Ptolemtzum] Pompeius misit, ut pro hospitio atque amiciziapatris Alexandria reciperetur, atque illius opibus in calamitate tegeretur». Caesar, ibidem, cap. 103.
  4. «His tunc cugnitis rebus, amici regis, qui propter aetatem eius in procuratone erant regni, sive tintore adducti, ut postea praedicabant, sollicitato exercitu regio, ne Pompeius Alexandriam Egyplumque occuparet; sive desfiecta eius fortuna, ut plerumque in calamitate ex anticis inimici exsistunt; iis, qui erant ab eo missi, palam liberaliter responderunt, eumque ad regem venire iusserunt. Ipsi ciani consilio inito, Achillam praefectum regium, singolari hominem audacia, et L. Septimium tribunum militum ad interficiendum Pompeium miserunt. Ab his liberaliter ipse appellatus, et quadam notitia Septimii producius, qued bello preedonum apud rum ordinem duxerat, naviculam parvulam conscendit cum paucis suis; et ibi ab Achilia et Septimio interficitur». Caesar, ibidem, cap. 104.
  5. Vedi Rollin, Storia romana, t. 17, lib. 44, § II.