Rime (Tassoni)/Di mons. Rangoni: contro Modena - A monsignor Rangoni

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Di mons. Rangoni: contro Modena - A monsignor Rangoni

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Di mons. Rangoni: contro Modena - A monsignor Rangoni
Sopra il necessario fatto fare dall'abate di San Pietro
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XLIV

1.

Di mons. Rangoni: contro Modena.

     Portici affumicati e strade strette
storte, piene di buche e di letame,
un’aria sempre torbida ed infame,
un continuo votar di canalette,
    femine lorde e di contagio infette,
poca moneta e per lo piú di rame,
gente superba che si muor di fame,
teste leggere e lingue maledette,
     chiese pollute di misfatti atroci,
clero sozzo, ignorante, e popol ghitto,
che sol si pasce di salsicce e noci:
     cosí trov’io in un mio libro scritto.
Non volgete vêr me gli occhi feroci:
questa è Modana vostra, e state zitto!

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2.

A monsignor Rangoni.

     — Portici, è vero, affumicati e strette
le strade son con masse di letame,
ma l’aria è ben salubre e non infame,
però fansi vuotar le canalette.
    Polite son le donne e non infette,
corron molte monete e, se di rame,
vagliono ben per non morir di fame
al dispetto di lingue maledette.
     Le chiese immuni son di falli atroci,
civile il clero e il popolo non ghitto,
che in capo a voi potrá romper le noci. —
     Cosi ritrovo in un mio libro scritto;
ha cittadini Modana feroci,
sí che meglio parlate o state zitto.