Rime nuove/Libro VIII/I tre canti

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XCVI.

I TRE CANTI


Dalle Ballate di L. Uhland


Re Sifrido tien corte. — Arpeggiatori,
Il piú bel canto qual di voi mi sa? —
E un giovinetto esce di schiera fuori
4Snello: in man l’arpa, spada al fianco egli ha.

— Tre canti, o re, so io. Del primo è spento
Da tempo ogni ricordo entro il tuo cor:
Tu m’hai morto il fratello a tradimento;
8Tu m’hai morto il fratello, o traditor.

L’altro canto una notte, e urlava forte.
Il turbine, una notte ebbi a pensar:
Tu hai da pugnar meco a vita e morte,
12A vita e morte hai meco da pugnar. —

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E appoggia l’arpa al tavolo; e già fuore
Tratte han le spade arpeggiatore e re;
Pugnano a lungo con fiero fragore
16Fin che cade ne l’alta sala il re.

— Or canto il terzo, il canto mio piú vago,
Nè mai stanco a ridirlo mi farà:
Giace Sifrido re nel rosso lago
20Del sangue suo, morto nel sangue sta. ―