Amar se stesso, è di Natura legge;
Cui ragion poscia, e gentilezza, ed alto
Pensar rattempra e in guisa tal corregge,
Che l’uom ne vince ogni indiscreto assalto.
E in quella età, che all’impeto men regge,
Vestendo il giovin cor men forte smalto,
Appunto avvien che allor virtù primegge,
Cotale amor seco traendo in alto.
Quant’uom più val, men se medesmo ei prezza:
Ma l’undecimo lustro (oimè!) già il chiama
Ver la prisca mal vinta fievolezza.
Tace poi quasi il bel desìo di fama:
E al suo tepor scalducciasi Vecchiezza,
Se stessa amando, poichè niun pur l’ama.