Io vo piangendo, e nel pianger mi assale
Sì fera voglia di finir per morte
L’aspre vicende d’insoffribil sorte,
Che in me per poco omai ragion prevale.
Dico talora: il più indugiar che vale?
Mai non verrà quel dì, che ti conforte;
Le tue dubbie speranze puoi dir morte:
Vive sien anco; il ben qui, agguaglia il male?
Orma quaggiù lasciar che tu se’ stato,
Perchè più tempo aspetti, non potrai,
Se il coturno non t’ha fama acquistato.
Ma poi ripenso, infra che orrendi guai,
Fora il mio ben, s’io péro, abbandonato. —
Com’io viva, e perchè, donna, tu il sai.