Se nel notturno orror, Cintia, ti prese

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Giovanni Battista Richeri

S Indice:Zappi, Maratti - Rime I.pdf Sonetti/Astronomia Letteratura Se nel notturno orror, Cintia, ti prese Intestazione 30 settembre 2018 75% Da definire

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Nuvola apps bookcase.svg Questo testo fa parte della raccolta Sonetti d'alcuni arcadi più celebri/Gio. Battista Richeri


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IV1


Se nel notturno orror, Cintia, ti prese
     Giammai desìo di rimirar le stelle,
     Tu le credesti picciole facelle
     Per vaghezza dei guardi in Cielo appese.
5Eppure l’ererno Creatore palese,
     Far volle a noi la sua grandezza in quelle;
     Che non meno del Sol vivaci e belle
     Formolle, e d’immortal fiamma le accese.
Nè quei globi sì vasti, onde riluce
     10L’ampio vuoto del Ciel, ei fè per noi,
     Che debil ne veggiamo e scarsa luce;
Ma ogni astro è un Sole, che co’ raggi suoi
     Altri mondi rischiara, e il giorno adduce
     A quante genti immaginar ti puoi.

Note

  1. Le stelle fisse abitate.