Sotto il velame/La selva oscura/I

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La Selva Oscura - I

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Prefazione La selva oscura - II


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I.


Nel Convivio Dante parla dell’“adolescente che entra nella selva erronea di questa vita„,1 il quale “non saprebbe tenere il buon cammino, se dalli suoi maggiori non gli fosse mostrato„. Nella Comedia dice:2

mi ritrovai per una selva oscura
chè la diritta via era smarrita.
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
I’ non so ben ridir com’io v’entrai.

Non sa Dante ridire come v’entrasse; quando v’entrasse, sappiamo da Beatrice:3

sì tosto come in su la soglia fui
di mia seconda etade e mutai vita,
questi si tolse a me e diessi altrui.
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
e volse i passi suoi per via non vera.

[p. 4 modifica]Beatrice saliva da carne a spirito; e Dante pien di sonno abbandonava la verace via. La donna gentilissima, agli angeli eternamente vigili che cantano intorno al suo carro, indica in certo modo l’età in cui ell’era quando morì, per dir quella in cui il suo pentito amatore si addormì e smarrì. Perchè ella sa che l’età di lei è unita da un vincolo misterioso a quella di lui: l’una è a capo, l’altra in fondo al medesimo anno; come Dante scrisse nel libello della Vita Nuova4: “quasi dal principio del suo anno nono apparve a me, ed io la vidi quasi da la fine del mio nono„. Quando dunque ell’era in su la soglia della seconda età, cioè della gioventù che vien dopo l’adolescenza “la quale dura infino al venticinquesimo anno„, Dante aveva passata questa soglia, e non si sarebbe potuto più dire adolescente.

Eppure in quel medesimo libello Dante racconta che almeno un anno5 egli rimase fedele a Beatrice fatta de’ cittadini di vita eterna, e che solo “alquanto tempo„ dopo l’anniversario, si mosse a pietà di sè vedendo la pietà d’una gentile donna giovane e bella molto: il che fu un togliersi a Beatrice e darsi altrui. Fu dunque un anno e alquanto tempo dopo: eppur Beatrice afferma agli angeli vigili:

Sì tosto come in su la soglia fui
di mia seconda etade, e mutai vita.

Vogliam dire che Beatrice esageri, per cogliere [p. 5 modifica]ragione addosso all’amatore? che le sue parole non vadano prese a lettera, come di sensitiva amatrice? Per me, crederei più probabile che il poeta pareggiasse i tempi e i fatti per qualche suo fine d’arte e di dottrina. E qui il fine mi parrebbe questo, di mostrare ch’egli si smarrì adolescente, quando cioè Beatrice era in su la soglia ed esso, perciò, poco oltre la soglia, in modo da poter essere considerate ancora in quella età “la quale dura infino al venticinquesimo anno„; e così inferire che dell’adolescenza e proprio lo smarrirsi.

Così nella Vita Nuova Dante chiama puerizia l’eta sua dopo la prima apparizione di Beatrice6, mentre un passo, controverso a dir vero, del Convivio sembra limitare la puerizia con l’ottavo anno, e a ogni modo le prime parole della Vita Nuova sembrano collocare la fanciullezza, pagine quasi bianche del libro della memoria, avanti i nove anni. Or come puerizia era l’età di Dante dopo il nono anno, così egli voleva che fosse adolescenza alla fine del suo anno vigesimo quinto.

Ma fosse adolescenza proprio o non fosse, i due luoghi del Convivio e della Comedia, dove si parla di selva erronea e di selva oscura, si riscontrano più nell’idea d’adolescenza che in quella di selva. Di vero la selva del Convivio è la vita stessa; quella della Comedia è, non la vita, ma nella vita. Nella [p. 6 modifica]prima l’adolescente ci si trova a ogni modo per il fatto d’essere nato e cresciuto; nella seconda Dante entra per aver abbandonata, pien di sonno, la verace via; mentre l’altro nella selva stessa travìa, poniamo, in modo da non uscirne più o così presto a salvazione. Invece, perchè l’adolescente nel Convivio può traviare? Perchè, essendo adolescente, ha bisogno che i suoi maggiori gli mostrino il buon cammino. Perchè Dante entrò nella selva? Perchè non seguì chi il buon cammino gli mostrava. Beatrice invero afferma:7

Alcun tempo il sostenni col mio volto;
mostrando gli occhi giovinetti a lui,
meco il menava in dritta parte volto.

Quando quelli occhi giovinetti si furono serrati, allora Dante volse i passi suoi per via non vera. Ora, perchè il pensiero di Dante è che l’adolescenza ha bisogno di chi mostri il buon cammino, egli dicendo d’aver avuto chi glielo mostrava, viene a dire che era allora adolescente: adolescente, quando era sostenuto dal volto di Beatrice viva; adolescente, quando, come egli confessa, 8

           le presenti cose
col falso lor piacer volser miei passi,
tosto che il vostro viso si nascose.

II viso s’era nascosto, ma bellezza e virtù erano cresciute alla donna salita da carne a spirito; ed ella era per attirare a sè l’amatore più che mai. Ma egli s’addormì e smarrì.

E poi tutto parla di adolescenza nei luoghi che si riferiscono allo smarrimento. Dante afferma [p. 7 modifica]d’essere stato pien di sonno nel punto che si smarrì. Non è questa sonnolenza un ricordo del concetto Platonico, per il quale l’anima è attonita e trasognata sulle prime dal flusso e riflusso della materia? Dante questo concetto lo conosceva, perchè egli parla dei tempi in cui "l’anima nostra intende al crescere e allo abbellire del corpo, onde molte e grandi trasmutazioni sono nella persona"; dell’adolescenza, dunque, dell’"accrescimento di vita".9 E mi par naturale ch’egli attribuisca, nella Comedia, a queste molte e grandi trasmutazioni, quell’oblio che, a dir vero, nella Vita Nuova pone solo nella puerizia: "in quella parte del libro della mia memoria, dinanzi alla quale poco si potrebbe leggere".10Poi, Beatrice afferma di lui:

... volse i passi suoi per via non vera,
imagini di ben seguendo false,

e Dante conferma di se:

le presenti cose
col falso lor piacer volser miei passi.

Or quali sono queste false imagini di bene, queste presenti cose che hanno un falso piacere? queste sirene e queste pargolette e queste vanità di cui Beatrice riparla?

perchè altra volta,
udendo le sirene sie più forte ...
Non ti dovean gravar le penne in giuso,
ad aspettar più colpi, o pargoletta,
o altra vanità con sì breve uso.11

[p. 8 modifica]Quali son esse? Sono, mi pare, molto simili alle blande dilettazioni di cui è parola nel de Monarchia:12 "le volontà dei mortali, per cagione de’lusinghevoli diletti dell’adolescenzia, hanno bisogno di chi a bene le indirizzi". Il qual pensiero è pur molto simile a quello citato dal Convivio: "L’adolescente ch’entra nella selva erronea di questa vita, non saprebbe tenere il buon cammino, se dalli suoi maggiori non gli fosse mostrato". Là è l’imperatore che dirige, quì i maggiori; ma il traviare dell’adolescente del Convivio non può essere causato se non da queste blande dilettazioni contro cui è necessaria la guida sicura, o dei maggiori, o dell’imperatore, o di quelli occhi giovinetti.

Note

  1. Convivio (ed. Fraticelli) IV 24. - Serv. ad Aen.. VI 136: Novimus Pythagoram Samium vitam humanam divisisse in modum Y litterae, scilicet quod prima aetas incerta sit, quippe quae adhuc se nec vitiis nec virtutibus dedit: bivium autem Y litterae a iuventute incipere, quo tempore homines aut vitia, id est partem sinistram, aut virtutes id est dexteram partem sequuntur... Ergo per ramum virtutes dicit esse sectandas, qui est Y litterae imitiatio.....
  2. D. C. (ed. Witte) Inf. I 2 segg.
  3. Purg. XXX 124 segg.
  4. Vita Nuova (ed. Casini) I.
  5. V. N. XXXIV: In quello giorno, nel quale si compiea l’anno, che questa donna era fatta de li cittadini di vita eterna, io mi sedea in parte, ne la quale ricordandomi di lei disegnava uno angelo sopra certe tavolette... ib. XXXV: Poi per alquanto tempo...
  6. V. N. I: E’ mi comandava molte volte ch’io cercasse per vedere questa angiola giovanissima, ond’io ne la mia puerizia molte fiate l’andai cercando... cf. Conv. IV 24: Ma perocchè l’adolescenza non comincia dal principio della vita, ma presso ad otto mesi dopo quella... Quel mesi si emenda in anni. Cfr. anche Purg. XXX 42.
  7. Purg. XXX 121 segg.
  8. Purg. XXXI 34 segg.
  9. Conv. IV 24.
  10. V.N. a principio.
  11. Purg. XXXI 44 seg., 58 segg.
  12. De Mon. I 17 in fine.