Specchio di vera penitenza/Distinzione quinta/Capitolo settimo/Qui si dimostra se la Vergine Maria ebbe i peccato originale

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Distinzione quinta - Capitolo settimo - Qui si dimostra se la Vergine Maria ebbe il peccato originale

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Distinzione quinta - Capitolo settimo - Qui si dimostra se la Vergine Maria ebbe il peccato originale
Distinzione quinta - Qui si dimostra che cosa è il peccato originale, e come ogni uomo e ogni femmina che nasce secondo il comune corso della natura, l’ha seco Distinzione quinta - Qui si dimostra quale è la seconda maniere de’ peccati
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Qui si dimostra se la Vergine Maria ebbe il peccato originale.


Della beata e gloriosa Vergine Maria, avvegna che la Scrittura espressamente non ne parli, se none in certe similitudini e figure; pure si tiene da tutti ch’ella fosse santificata innanzi che nata, e di Spirito Santo ripiena nel ventre della madre. E avvegna che non abbiamo autoritade manifesta ed espressa della Scrittura, sì c’è1 la ragione efficace, e l’autorità della santa Chiesa, anzi dello Spirito Santo che regge la Chiesa,2 la quale fa festa della sua natività; e non è lungo tempo che non se ne facea festa. Ma per certe rivelazioni e [p. 166 modifica]miracoli che sono appariti di ciò, s’ordinò di far festa solennemente, e per tutta l’ottava. Onde è certo argomento ch’ella nascesse santa, da che della sua natività si fa solennità e festa; chè, come dice san Bernardo, non si farebbe festa del suo nascimento, se santa non fosse nata. La ragione si è, sì come detto è, per la escellenzia e per la degnità dell’oficio al quale Iddio la elesse. Ieremia e san Giovanni Batista furono mondati dal peccato originale, e santificati nel ventre della madre loro: quanto maggiormente la Vergine Maria dovette avere il dono e la grazia della santificazione, e più perfettamente e più escellentemente, la quale fu eletta al più degno e più sovrano3 oficio che mai fosse o essere potesse veruna creatura, angelica o umana, cioè a essere madre di Dio? E questa ragione usano in loda della Vergine Maria santo Anselmo e san Bernardo. Alla quale appiccandosi alquanti, dicono che la Vergine Maria fu preservata dal peccato originale: imperò che, se fu convenevole ch’ella avesse maggiore dono di santificazione che Ieremia e ’l Batista, che averebbe ella avuto più di loro, s’ella fosse stata pure santificata o mondata dal peccato originale come furono eglino? Onde, acciò ch’ella avesse più di loro, come degna cosa era, fu convenevole e ragionevole ch’ella non solamente fosse santificata innanzi che nata, ma ch’ella fosse santa generata, e dal peccato originale guardata e preservata. Or qui non ha luogo di disputare di questa4 quistione, la quale non è diterminata dalla santa Chiesa, e non se ne sa niente;5 chè non si trova che mai Iddio lo rivelasse o a profeta o apostolo o a vangelista o a santo niuno degno di fede, che n’abbia detto o scritto alcuna cosa certamente. Ma certi dottori che ne parlano, dicono, [p. 167 modifica]oppinando6 secondo il loro parere, come dell’assunzione in anima e in corpo di Santa Maria niuno l’afferma, però che non se n’ha niente certo per autentica scrittura; ma santo Ieronimo e santo Agostino, e gli altri dottori che ne parlano, ne dicono il loro parere, e quello che ragionevolmente ne doverrebbe essere, lasciando la verità a Dio che la sa: il quale non sanza diritta ragione volle7 che al mondo sia8 celato quello ch’egli ha fatto della madre sua, della sua concezione e della sua assunzione. E non dee essere dubio a niuno cristiano fedele, che Dio potè, se volle, preservare la Vergine Maria, e guardarla dal peccato originale, come potrebbe tutto dì fare di qualunche uomo e di qualunche femmina che venisse in questo mondo: chè se formasse uno uomo o una femmina di terra o d’altro elimento, o d’un fiore o d’un pezzo di carne umana o d’un osso, quello cotale non avrebbe il pecato originale; il quale, come detto è di sopra, si trasfonde e traduce col seme di che il padre genera il figliuolo; il quale seme non sarebbe quivi seminato. Onde, se Adamo non avesse peccato, avvegna che Eva peccato avesse, non sarebbe introdotto il peccato originale ne’ loro discendenti, e non sarebbe viziata l’umana natura; però che la femmina non semina il figliuolo, ma il seme del padre riceve infra sé, come la terra il seme del grano. Anche potrebbe Iddio colla sua potenzia infinita maravigliosamente9 fare ingravidare una donna sanza operazione d’uomo; e quello cotale uomo che nascesse, non arebbe il peccato originale. E così potè, se volle, e in infiniti modi sopra ogni nostro intendimento, preservare la Vergine Maria dal peccato originale: ma ch’egli lo facesse, non se ne sa nulla; e però non si dee affermare che così fosse fatto. Et è [p. 168 modifica]meglio a dubitare della cosa la quale non saperla non è pericolo niuno, che prosontuosamente affermare quello che per certo non si sa. E alla ragione detta di sopra, per la quale alquanti vogliono affermare che così fosse; altrimenti non averebbe la Vergine Maria avuto vantaggio da Ieremia e da Giovanni Batista: sì si può rispondere, che in altre cose maggiori potè Iddio, e fecelo di fatto, fare vantaggio e graziosi doni alla Madre sua sopra tutti gli altri Santi, senza che la preservasse dal peccato originale; chè maggiore dono fu preservarla dal peccato attuale, mortale e veniale, e di riempirla di Spirito Santo, e di confermarla in grazia in tale maniera che non potea peccare; e d’infondere in quella anima escellentissimamente la carità di Dio e del prossimo con tutte l’altre virtude: e spezialmente, ch’essere conceputa nel peccato originale non diminuisce l’onore della Vergine Maria, però che ’l peccato originale non è per colpa della persona, ma è condizione della viziata natura. Né non seguiterebbe però, che Dio le dovesse aver fatto poi, nell’altre cose, maggiori doni e grazie che a tutti gli altri, perché l’avesse preservata dal peccato originale; che nol fa agli altri. Chè essere preservato dal peccato originale, ponendolo per possibile; e essere mondificato e santificato innanzi che nato, che per certo è stato fatto ad alcuno; non séguita però ch’a quegli cotali si debba dare o sia data maggiore grazia e maggiore gloria ch’a quegli che fossono o che sono conceputi e nati col peccato originale, e poi per lo battesimo santificati e mondati; anzi peccatori, e per penitenzia degna giustificati. Come, per essemplo, lasciando de li altri, si potrebbe provare di Ieremia, che fu santificato nel ventre della madre, per comparazione degli Apostoli: e diciamo di san Piero, di san Paolo e di san Giovanni Evangelista, i quali non furono santificati innanzi che nati; anzi furono dal peccato originale per lo battesimo purgati, e da’ peccati attuali, che alcuni di loro commissono gravi e mortali, [p. 169 modifica]come san Pietro e san Paolo, e san Giovanni, almeno da ’veniali, per degna penitenzia giustificati. E non però di meno, e maggiore abbondanzia di grazia, e più copiosa plenitudine di Spirito Santo, e maggiore perfezione di carità, e maggiore chiarità di gloria ebbono e hanno, che Ieremia, quantunche egli fosse santificato nel ventre della madre, e non eglino. E che gli Appostoli predetti, e gli altri avanzassono tutti gli altri Santi e del vecchio Testamento e del nuovo, e in grazia e in gloria, non è mia sentenzia, ma di santo Agostino, e degli altri dottori che di ciò in più luoghi ne parlano. Questo ch’è detto, non è detto per istremare10 la grazia di Dio, né per diminuire l’eccellenzia e l’onore della Vegine Maria; ma per dare ad intendere, che quello che non si sa s’egli è vero o no, e non è pericolo niuno a non saperlo, né inconveniente se sia o non sia, altri non dee pertinacemente o affermare o negare, dove potrebbe essere vizio di prosunzione: e a dimostrare, che non tanto quanto alcuni stimano, accresce d’onore e di dignità alla11 Madre di Dio l’essere preservata dal peccato originale; né non si scema della sua santità l’essere conceputa col difetto originale, ch’è vizio della natura, e non della persona; alla quale sopravvenne, e innanzi che nascesse e poi, maggiore e più copioso dono di benedizione e di grazia, che in niun altro santo. E in questo sta la dignità e l’eccellenzia della Vergine Maria sopra gli altri Santi; avvegna ch’eziandio quel dono e vantaggio di preservarla dal peccato originale sopra tutti gli altri Santi, ch’è proprio del Salvatore Iesu Cristo, lo potè Iddio dare pur se volle, il quale puote ciò che vuole, ed è benedictus in soecula soeculorum, amen. Conchiudendo il principale proposito, conciò sia cosa che ’l peccato originale non sia peccato attuale della persona volontariamente commesso, ma vizio della [p. 170 modifica]corrotta natura tradotto per la seminale generazione, non è tenuta la persona di confessarsene, ma di ricevere la purificazione del battesimo; il quale è ordinato da Dio in rimedio del peccato originale, come la penitenzia è rimedio del peccato attuale.

Note

  1. L'edizione del primo secolo, omesso il si: ecci.
  2. Queste parole: anzi detto ec. sino a Chiesa, non si leggono nel Manoscritto.
  3. Nel Manoscritto: e più solenne.
  4. Seguitiamo il Salviati, come quello che ci dà forse la più ingenua lezione, così corrotta nel Testo delle Murate: di disputazione di questa ec.
  5. É nota ad ogni cattolico la decisione oggi fattane dalla Chiesa.
  6. Nella stampa del quattrocento: dicono loro opinione; forse perchè ai correttori di quel tempo non andava a grado il verbo opinare.
  7. Il Manoscritto, e la stampa del 25: vuole.
  8. Ediz. 95: fussi.
  9. Ediz. 95 e 85: miracolosamente.
  10. Il Testo: iscemare.
  11. Il Manoscritto, non bene: è da crescere d'onore e dignità de la ec.