Storie incredibili/Ad una morta

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A Rocco Traversa Berenice
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Ad Una Morta




Io raccolsi, l’estremo anelito del tuo cuore, e ti chiusi i lumi, omai vitrei, nel sonno del sepolcro, e ti racconciai la chioma ambro-filata, che giù giù ti cadeva a cerfuglioni con la venustà della morte, ch’è mistico veicolo di venustà immortale.

Dappoi, ornata della verginale tua vesta, ti deposi nella bara, coronata di semprevivi e di viole; e, le mani al sen conserte e pertinacemente socchiusa la pupilla, sembravi, pur nella salma, anela di Dio; — il tuo era il riposo delle vergini benedette.

In fine, cominciò l’uffizio pietoso del seppellitore... [p. 82 modifica]

Così un anno estinse tre vite fraterne. — A Custoza, Carlo; a Lissa, Luigi — giornate fatali all’Italia — d’inettezza, di viltà e di eroismo. E a te il male del cuore svegliava il morbo che non perdona.

1866!

Religione ed affetto mi fanno oggi dovere di quì rammentarti.

Spirito celeste, vale!


Milano, 7 settembre.



Il Traduttore.