Supplemento alla Storia d'Italia/LXXXIX

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LXXXIX - Kilmaine rapporta a Bonaparte la sommossa di Verona, tutti i disordini commessivi da’briganti, e le operazioni da lui fatte per ripristinarvi l'ordine

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LXXXIX - Kilmaine rapporta a Bonaparte la sommossa di Verona, tutti i disordini commessivi da’briganti, e le operazioni da lui fatte per ripristinarvi l'ordine
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Verona, 6 fiorile anno 5 (27 Aprile 1797)


LXXXIX - Al Generale in Capo.


Finalmente, Generale, ci siamo impadroniti di Verona, e tutti i briganti son fuggiaschi, o disarmati. Sarebbe difficile formarsi un’idea degli orrori che si son commessi in questa città: più di 300 Francesi vi sono stati assassinati. Dato il segno con de’ fischi, all’istante gli assassini si sono sparsi per tutta la città uccidendo tutti i Francesi che incontravano: fortunatamente il General Balland e molti altri hanno avuto il tempo di rifugiarsi ne’ forti. Il vecchio castello è servito d’asilo a molti: essendo allo stesso livello con la Città, più facilmente è loro riuscito di entrarvi: un gran numero si è rifugiato al palazzo, ove i Provveditori con molto stento hanno ad essi accordato un ricovero. Il General Balland vedendo, dalla cittadella, il gran numero di Francesi che eran gettati nell’Adige, ha fatto tirar su la Città, e ha posto fuoco a molti luoghi: ciò ha fatto cessare la strage. L’arrivo della colonna mobile comandata dal General Chabran, e la notizia della pace con l’Imperatore, han fatto cambiar tuono a’ Provveditori, i quali dopo aver trattato il General Balland, e il capo di brigata Beaupoil con insolenza, son divenuti improvvisamente supplichevoli. Al mio arrivo, essi mi hanno spedito de’ Deputati; io ho esatto per condizioni preliminari:

1. Che farebbero uscire tutti i Francesi, i quali non avendo potuto fuggir dalla Città si erano chiusi nel palazzo. [p. 173 modifica]

2. Che farebbero partire tutti i contadini armati, che si trovavano nella Città.

3. Che si presenterebbero come ostaggi i due Provveditori Giovannelli ed Erizzo, e sedici de’ principali abitanti i più conosciuti pel di loro accanimento contro i Francesi. Contarini doveva restare nella Città per ricevere, ed eseguir gli ordini che gli sarebbero spediti dal campo, dai Provveditori, per lo disarmo degli abitanti, e per consegnare i posti.

I Provveditori accettarono con la loro firma queste condizioni, e promisero di venire la notte del 4 con gli altri ostaggi. Io aveva loro accordato un armistizio di trentasei ore per adempire alle condizioni accettate; ma in vece di mantenerle, profittarono della notte per fuggire, malgrado la loro firma, e la parola d’onore. Essi lasciarono la Città in un disordine spaventevole; il saccheggio, e gli assassinj ricominciarono; in fine il timore s’impadronì de’ contadini, a’ quali fu detto, che la colonna del Generale Victor arrivava alla porta del Vescovo; essi si sbandarono: de’ rimanenti alcuni si nascosero, ed altri presero la fuga: la municipalità ci fece aprir le porte.

Il numero de’contadini, e degli artisti armati nella Città giungeva a 30,000; vi erano inoltre 2,600 uomini di truppe Veneziane. Se le comunicazioni non fossero state totalmente intercettate, non ne sarebbe scappato neppure uno; ma il Generale Victor non ha ricevuto le mie lettere, che la sera del giorno 6, e non gli è stato possibile di arrivare; intanto egli ha fatto buon camino, perchè la voce pubblica gli aveva annunziato il macello di tutti i Francesi nel Veronese; e in fatti ve ne ha un gran numero di assassinati tra Verona, e Vicenza; però la notizia dell’avvicinarsi che faceva il Generale Victor, e della pace conchiusa con l’Imperatore, ha fatto tutto cessare. Il Governo di Venezia farà il possibile per non confessarlo, ma tutto si è fatto per ordine suo. I contadini erano pagati da lui, e non potrà dire che i contadini del Trevigiano, del Padovano, del Bassanese, e del Vicentino siensi levati in massa per sedare le turbolenze di Bergamo: d’altronde le truppe regolari Veneziane ci [p. 174 modifica]hanno attaccati a Desenzano, ed alla Casa Bianca; noi li abbiam battuti ben bene, e i prigionieri hanno assicurato ch’essi avevano ordine di far man bassa sopra tutti i Francesi.

Di viva forza mi sarei impadronito di Verona tre giorni prima di essersi resa; ma 800 Francesi, ch’eran colà alla discrezione de’ briganti, mi hanno forzato a prender tempo; in fine noi ne siamo padroni, e vi saranno risorse considerevoli per l’armata. Ho sottoposta la Città ad una imposizione di 120,000 zecchini pel servizio dell’armata, e per indennizzare i Francesi, gli effetti de’ quali sono stati saccheggiati. Ad ogni istante si trovano de’ volontarj trafitti da stili, e da palle. I nostri soldati veggono ciò, e non son tranquilli; essi han saccheggiate alcune case. Il Monte di Pietà ha sofferto qualche piccola perdita per quanto mi si assicura; ma l’ordine generale è ristabilito. Ho nominato cinque persone per far l’inventario di tutto ciò che vi è rimasto, e che deve montare ad alcuni milioni di Venezia; non vi è che una sola camera la quale abbia sofferto, ed anche poco: io mi ci son portato con cinque persone; non vi ho veduto che certe scatole vote per terra e dell’argenteria in disordine; ma essendovi stata subito situata la vanguardia, e la porta essendosi chiusa con un catenaccio, la perdita si limita a poca cosa: le camere le più ricche sono rimaste intatte. Sono costretto a ritenere ancora i distaccamenti de’ depositi, quantunque essi mi dieno molta pena, appartenendo a differenti mezze-brigate. La disciplina è difficilissima a mantenersi; e penso ancora che al presente sarà inutile di spedirvele, a meno che non sia per iscortare il danaro a voi destinato proveniente da Milano. Tutto il Ghetto è stato saccheggiato da’ briganti, come pure alcune case notate come amiche nostre. Molti Francesi sono stati salvati dagli abitanti, e dagli officiali Veneziani, de’ quali alcuni sono stati vittime della loro umanità. Eccovi qui annessi i rapporti del Generale Balland e di Pino. Il Generale Victor mi ha detto avervi inviato il suo. Io gli ho dato l’ordine di ritornare in Padova, per aspettarvi i vostri ordini ulteriori; darò anche al General Baragnay d’Hilliers l’ordine di ritornar nel [p. 175 modifica]Friuli: la marcia del General Laudon mi aveva forzato di farlo ravvicinare con la sua divisione. Mi sembra che voi potreste esigere il castigo de’ Provveditori Giovannelli ed Erizzo, per aver mancato alla loro firma, ed alla loro parola.

Il Generale Beaurevoir, che io ho condotto a Mantova, è incaricato a rimontare i depositi. Noi abbiam presi 200 cavalli di cavalleria veneziana, gli altri rimanenti sono fuggiti coi Provveditori. I soldati prigionieri in num.° di 2,500 compresi anche gli officiali, son partiti per Brescia; di là essi saranno spediti a Milano. Ho dato l’ordine al Generale Victor di disarmare la guarnigione, e gli abitanti di Padova, i quali si son comportati, non escluso lo stesso Potestà, con molta insolenza verso i Francesi: essi son divenuti umili dopo la nuova pace. Saprete senza dubbio, che i Veneziani avevano arrestati i nostri convogli di munizioni, i quali andavano per mare a Palma-Nova pel servizio dell’armata. Vi assicuro, Generale, che il Governo aveva tutto combinato in modo da farci molto male, senza le misure da noi prese, e senza la pace con l’Imperadore; le quali cose hanno sconcertati tutti i loro progetti, e li han forzati a cantar la palinodia. Il General Balland mi ha chiesto di non restar qui; egli andrà a Brescia, dove comanderà il Veronese, il Bresciano, e il Bergamasco; il Generale Chabran comanderà qui sotto i suoi ordini, e il General Menlean a Brescia; egli ha spedito il General Serviez per comandare a Porto-Legnago.

Kilmaine.