Supplemento alla Storia d'Italia/XXIV

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XXIV - Bonaparte al Direttorio. Parla della sorpresa con cui Beaulieu si è impadronito di Peschiera, ben tosto ripresa dall’esercito francese

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XXIV - Bonaparte al Direttorio. Parla della sorpresa con cui Beaulieu si è impadronito di Peschiera, ben tosto ripresa dall’esercito francese
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Dal Quartier Generale di Milano, 19 Pratile anno 4

(7 Giugno 1796)


XXIV - Al Direttorio esecutivo.


Allorchè Beaulieu seppe che marciavamo per passare il Mincio, s’impadronì della fortezza di Peschiera, che appartiene ai Veneziani. Questa fortezza, situata sul lago di Garda, al principio del Mincio, ha un circuito bastionato in buon essere, e 80 pezzi di cannoni, che per dire il vero non erano montati.

Il Provveditor Generale de’ Veneziani, che era a Verona con 2000 uomini, avrebbe dunque potuto ben fare in modo che questa piazza non fosse occupata dagli Austriaci, che vi sono entrati senza alcuna specie di resistenza, allorchè io era giunto a Brescia, cioè a dire a una giornata di là. Da che intesi che gli Austriaci erano a Peschiera, vidi che non v’era un momento a perdere per investir questa piazza, a fine di togliere al nemico i [p. 46 modifica]mezzi di approvisionarla. Pochi giorni di ritardo m’avrebbero obbligato a un assedio di tre mesi. Il combattimento di Borghetto e il passaggio del Mincio fecero arrender la Piazza due giorni dopo. Il Provveditore venne in gran fretta a giustificarsi: io lo ricevei assai male. Gli dichiarai che marciava su Venezia a portar da me stesso lagnanza al Senato di un tradimento sì manifesto. In tempo della nostra conferenza, Massena aveva ordine d’entrare a Verona, a qualunque costo. Il timore era estremo a Venezia. L’Arciduca di Milano, che vi era, è partito nell’istante per l’Alemagna. Il Senato di Venezia mi ha poi deputato due Savj del Consiglio per assicurarsi definitivamente in quale stato erano le cose. Io ho loro rinnovate le mie doglianze, ho loro parlato dell’accoglienza fatta a Monsieur (Luigi XVIII); ho loro detto in fine, che vi avrei reso conto di tutto, e che ignorava come avreste preso la cosa, che quando son partito da Parigi, voi credevate di trovare nella Repubblica di Venezia un’alleata fedele ai principj; che la sua condotta a Peschiera mi aveva fatto, benché con rammarico, mutar d’opinione; che, del resto, questa pareami una tempesta che l’Inviato della Repubblica avrebbe potuto dissipare. Intanto si prestano del miglior garbo a fornirci tutto quanto è necessario all’armata.

Se il vostro progetto è di cavar 5, o 6 milioni da Venezia, io vi ho procurato espressamente questa specie di rottura. Voi potrete dimandargliene per indennità del combattimento di Borghetto, che sono stato obbligato di dare per prender questa piazza. Se avete intenzioni più decise penso che converrà prolungare questo motivo di discordia, istruirmi di quanto avete in animo di fare, e attendere il momento favorevole, che coglierò secondo le circostanze; poiché non convien prendersela con tutti a una volta.

La verità dell’affare di Peschiera è che Beaulieu gli ha ingannati; ha dimandato il passo per 50 uomini, e s’è impadronito della Città. Fo metter Peschiera in questo momento in istato di difesa, e prima di quindici giorni ci vorrà dell’artiglieria da assedio, e un assedio in regola per prenderla.