Tesoro letterario di Ercolano, ossia, la reale officina dei papiri ercolanesi/Tavola XXVIII

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Tavola XXVIII

../Tavole XXVI e XXVII IncludiIntestazione 23 giugno 2012 100% Archeologia

Tavole XXVI e XXVII
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Tavola XXVIII.


Essa rappresenta i tre più grandi nomini assai benemeriti dell’Officina dei Reali Papiri, cioè il Canonico D. Alessio Simmaco Mazocchi, cui il Segretario dell’Accademia d’Istoria e Belle Lettere di Francia salutava col pomposo, ma ben dovuto titolo totius Europae miraculum: Monsignor D. Carlo M. Rosini Vescovo di Pozzuoli, primo interprete dei Papiri, e Presidente perpetuo della Società Borbonica: e finalmente D. Angelo Antonio Scotti Arcivescovo di Tessalonica degnissimo successore del Rosini nell’interpretazione dei Papiri.

A rendere compiuto il lavoro della Descrizione della Officina dei Papiri, e servire al desiderio degli Archeologi, e dei Viaggiatori riportiamo quì i titoli dei papiri finora svolti, e che si offrirono ai nostri sguardi, oltre i già pubblicati, dei quali demmo i fac-simili. Sicchè di Filodemo oltre i Papiri sulla rettorica, musica, ed altri recati nelle tavole VI. XI. XII. XIII. XIV. XV. XVI. XVII. XVIII., abbiamo ancora degli squarci sui fenomeni e segni, intorno alla Religione, ed intorno alle ricchezze. Di Epicuro oltre i papiri, dei quali demmo i fac-simili nelle tav. IX. X. XVII. abbiamo altri papiri sulla natura. Di Crisippo evvi un papiro sull’amicizia. Di Polistrato oltre il papiro, di cui si parla nella tav. XIII. sonvi altri scritti. Di Metrodoro sulle sensazioni fu dato un saggio nella tav. XV. Abbiamo ancora di Demetrio un opera sulla Geometria, di Colote sull’Iside di Platone, di Carneisco sulla Providenza, e forse del Poeta Rabirio lo squarcio di poema eroico, di cui demmo saggio nella tav. VII.

Chi amasse vedere gli originali dei Papiri Ercolanesi già pubblicati, può comodamente osservarli esposti entro lastre, e cornici, che ornano le quattro ampie sale della Reale Officina ridetta. Anzi in fondo della quarta sala si osserva singolarmente il papiro di Filodemo intorno alla rettorica di 40 colonne, ossiano pagine; papiro conservato appositamente in tutta la sua lunghezza, ed incollato sopra tela, giusta l’uso primiero, mentre meglio ora vengono incollati su adattati cartoncini per mezzo delle pellicole di battiloro. E così i diversi pezzi, che più colonne e frammenti contengono, sono riposti nei rispettivi stipetti (come si è veduto nella tav. XI. A.) per darne una pronta, ed esatta idea ai Viaggiatori, e Visitatori di questo tempio massimo delle Muse, dal GENIO BORBONICO eretto, e che per tanto Tesoro Letterario non è ad alcuno secondo.


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T. XXVIII.

HERCULANENSIS LITTERATUROF CIMELIARCHIUM