Trattato di architettura civile e militare I/Trattato/Libro 2/Capo 2

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Trattato - Libro 2 - Capo 2

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CAPO II.

Delle parti esterne delle case, e delle scale.

Dichiarato il sito ovvero aspetto delle case, al presente è da trattare di più proprietà o parti a tutte le case appartenenti, cioè porte, finestre, scale, camini, necessarii, canove, oliari e luoghi per le case comuni, acciocchè più volte una medesima cosa non s’abbia a replicare e mettere capitolo in capitolo. Dico adunque che la proporzione delle porte segue quella della faccia della casa, e similmente quella delle finestre in questa forma. Dividasi l’altezza dell’inferiore abitazione in parti cinque, delle quali l’altezza della porta sia due e due terzi, cioè quindici ottavi (1), e di quest’altezza si trae la proporzione della larghezza, perocchè debba essere subdupla all’altezza, ovvero la metà. L’altezza delle finestre è dividendo l’altezza del secondo solaro (2) in cinque come l’altra, e di queste due e un terzo se ne attribuisce all’altezza delle finestre, cioè quindici settimi (3), la larghezza delle quali similmente è subdupla colla sua altezza. Oltre a questo le finestre devono essere elevate dal primo solaro una parte del diametro del secondo solaro diviso in cinque come è detto, sicchè sopra le finestre resti del diametro un quinto e due terzi; e se per caso le finestre tant’alte fossero che comodamente a quelle gli uomini non si potessero appressare, facciasi più gradi secondo il bisogno, per i quali ad esse si ascenda (4). La distanza delle finestre [p. 160 modifica]infra loro più ragionevole è quanto è la larghezza loro col mezzo più: e se maggiore fosse, non è difetto di arte. Alcuni però usano tanta distanza quanta è la loro larghezza, e puossi senza errore usare, benchè la prima sia più conveniente.

Si trova gli antichi espertissimi in ogni arte sempre avere usate le scale prime e principali volte a mano sinistra, la qual cosa al primo aspetto pare fuori di ragione conciosiacosachè sempre sia solito di dire: declino alla mano stanca, volendo significare tristo evenimento; ma secondo il mio giudizio, chi considera bene troverà gli antichi per evitare questo augurio solo da man sinistra averle locate, della qual arte degli augurii essi ne furono inventori, perfettori e settatori. Dove è da considerare che essi maggiore avvertenza avevano e dovevano avere al moto e ingresso degli uomini in casa, che al sito di esse scale, onde per volgere il lato destro nell’ingresso, furono costretti locare le scale da mano sinistra, perocchè ogni uomo in sè può far esperienza che volgendosi da mano destra è necessario più muovere il sinistro che il destro lato e prima, se comodamente vuole muoversi. Ma se l’edifizio fosse grande, possono e debbono da destra e sinistra essere poste le scale.

Secondariamente, devono le scale principali esser manifeste a qualunque dentro alla prima porta entrasse. Terzo, devono essere alluminate con li lumi nel fine dell’una e principio dell’altra, sicchè ambedue sieno lucide per una medesima finestra e lume. Quarto, sieno propinque alla principale sala, ovvero loggia.

Gli scaloni di esse in più modi possono essere formati. In un modo si fanno lati un piè e 1/2, e alti 1/3: in altro si fanno alti un palmo (cioè di quattro diti) e due diti più, e lati un piè e 1/3: in altro alti piè 1/2, lati uno e 1/4. In due altri modi facevano gli antichi le scale nelle case magnifiche; il primo senza scaloni, e queste comunemente 1/7 avevano di declinità, declinazione o pendenza, cioè di ogni sette piedi di lunghezza uno di pendenza (5); il secondo, facendo gli scaloni alti un palmo di quattro diti, e distanti l’uno dall’altro piedi [p. 161 modifica]sei, i quali sei piedi (insieme con lo scalone) avevano un piè di dependenza (6). E questo quanto alla cognizione delle scale sia a sufficienza.

  1. Volle dire, otto quindicesimi.
  2. Cioè nel secondo piano (Carpentier, Gloss. novum in Solarium. Diametro, più sotto, è sinonimo di altezza.
  3. Correggasi, sette quindicesimi.
  4. Fecersi dapprima nei castelli e nelle case forti le finestre molto elevate dal pavimento, e ciò per comodità e difesa di chi combattesse dalle stanze; i gradini erano solitamente tre o quattro, ed i due superiori ripiegati in modo che formavano un sedile di qua e di là nel vano. Infiniti esempi sen’hanno negli edifici de’ tempi medii, e vedonsi ancora nel palazzo celebre di Caprarola.
  5. Salita rampante, come quella nel campanile di S. Marco in Venezia.
  6. Cordonata rampante, non rara a trovarsi negli edifici de’ tempi bassi: bell’esempio ne è nell’antico palazzo Vitelleschi in Corneto.