Trattato di architettura civile e militare I/Trattato/Libro 5/Esempio 28

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Trattato - Libro 5 - Esempio 28

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ESEMPIO XXVIII.

Rocca della Serra di S. Abondio (Tav. XIX, 1).

Alla Serra (1), altro castello suo, ho fatto fondare una rocca con una torre principale quadra, ed il vacuo suo è un altro quadro opposito a quello, sicchè gli angoli interiori son volti verso le facce esteriori, [p. 292 modifica]e le facce ver gli angoli: dall’angolo esteriore alla faccia propinqua interiore è grosso il muro piedi 16, il vacuo in quadro piedi 42: dalle due facce opposite alla terra si estendono due muri, nella estremità de’ quali sono due torroni di diametro piedi 45, alti 50, massicci e con le offese laterali, con altri ricetti, soccorsi e fossi, come appare nel disegno. La torre principale è d’altezza di piedi 94 (2): nella faccia dell’ultimo piano dove le bombarde non possono offendere, sono quattro vacui dove nell’uno è il pristino, nell’altro il forno, e gli altri sono ricettacoli per più cose opportune, in mezzo delli quali è la canova, sotto la quale è la cisterna, e sopr’essa la munizione, e sopra a questa la stanza del castellano, ed alla sommità le stanze delle guardie della rocca. Appresso alli torroni sono due ricetti difesi e guardati da quelli dove è l’entrata della terra e del soccorso, intorno alli quali è il fosso verso la terra, largo piedi 40 e cupo 30 (3).

  1. Fra i numerosi villaggi del ducato d’Urbino che hanno od avevano l’appellativo di Serra (Serra di Parluccio, di Brunamonte, di Sant’Onda ec.) quello, del quale qui è discorso, non può essere che la Serra di S. Abondio, la di cui rocca, giusta il Baldi (lib. VII,
  2. Il codice Magliab. legge piedi 90.
  3. Codice Sanese f.o 33 v.o