Tre libri dell'educatione christiana dei figliuoli/Libro III/Capitolo 48

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Libro III - Capitolo 48

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DELLE RECREATIONI ET GIUOCHI DE I PUTTI.

S’egli è adunque come s’è detto, necessaria la ricreatione à gli huomini maturi, quanto maggiormente la doveremo noi permettere à i putti che per natura vi sono grandemente inclinati, et non hanno anchor tanto senno, et maturità perfetta, che gli renda stabili, et per la tenerezza del corpo, instrumento dell’anima, non possono tanto lungamente perseverare nella medesima operatione, et come quelli che hanno li spiriti vivaci et sottili, sono amicissimi del moto, et non pare che possino stare fermi. Et senza dubbio il moto, et agitatione del corpo giova loro mirabilmente; percioche il calor naturale si risveglia, et dilatandosi per tutto, dà accrescimento et perfettione alle membra, lequali co’l salto, co’l corso, et con varii movimenti vengono à consolidarsi, et ad acquistar maggior agilità, et robustezza, perilche i giuochi de i putti, et de i giovanetti, non dovrebbono farsi a sedere ne otiosamente, ma con esercitationi del corpo, come si è detto del saltare, et del correre, et si può dire del giuoco della palla, che da i medici è molto lodato, se bene à me pare che vi si faccia troppo continuo moto, et presto commova il sudore, onde quello che chiamano il trucco, mi par migliore, et altri simili, che sono contemperati di moto, et di quiete, dovendosi haver riguardo, che per troppo esercitio, le forze non si dissolvano, ò non s’incorra in altra maniera alcun pericolo della salute. Per il che bene è giusto che i padri di famiglia, et i maestri, diano facultà à i figliuoli, et scolari loro di ricrearsi, ma ciò non deve essere ad arbitrio et satietà loro, ma limitatamente secondo la discretione del superiore, à i suoi debiti tempi et anchora in luoghi opportuni, percioche à me piaceria molto, che i fanciulli si avvezzassero ad haver una certa verecundia à i luoghi publici, et frequentati, percioche giocando, si depongono le vesti di sopra, si danno tal volta voci, et alcuni gridi, et si fanno altre cose, che la natura del giuoco comporta, che se bene non escono de i termini della modestia, et della honestà, tuttavia nelle vie publiche sono alquanto disdicevoli, et se ne acquista un certo habito à non curar poi che altri ci veda dire, ò fare palesemente quel che si sia. La dove à me pare che i putti già alquanto grandi, si dovriano assuefar ad haver un certo rispetto, à i luoghi dove tutti conversano, come chi considera che le parole et le attioni sue sono vedute, et notate da molti, et però non si hà à far cosa se non grave, et compostamente, il che si richiede maggiormente in quelli che sono nati più nobilmente. Et per tanto dove nelle case proprie si hà commodità di alcuna sala remota, overo di giardini et simili luoghi aperti, giudico che i nostri figliuoli di famiglia molto commodamente vi si potranno ricreare, et meno havranno occasione di mescolarsi con altri fanciulli, che forse potrebbono non essere allevati con la medesima disciplina, alla qual cosa, come ad altri propositi si è ricordato, si deve haver sempre non mediocre riguardo. Et perche giova alla complessione spetialmente per rispetto della testa, lo avvezzarsi al sole et all’aria liberi, è espediente condurre tal volta i fanciulli alle vigne, et à i prati, et sopra alcuni colli, dove il solo prospetto, et vaghezza della veduta ricrea mirabilmente, et dove la solitudine, et remotezza del luogo, dà maggior facultà à i giovanetti di far i suoi honesti giuochi, senza pregiuditio della modestia.