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Tre libri dell'educatione christiana dei figliuoli/Libro III/Capitolo 61

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Libro III - Capitolo 61

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Della custodia delle figliuole femine et come devono fuggir l’otio. Cap. LXI.

Prima che io entri à ragionare alquanto più in particulare della elettione di varii stati, di vita lodevole, et christiani, mi par à proposito dir qualche cosa della custodia delle figliuole femine, et come anchor esse debbiano fuggir l’otio, non meno che i maschi. Et ben che sia vero che gli avvertimenti che si danno per i figliuoli hanno ad intendersi proportionatamente anchora delle figliuole, si come più d’una volta si è ricordato, nondimeno io mi muovo non senza cagione, si come à me pare, à darne in spetie qualche avviso. Et prima quanto alla custodia della castità loro si appertiene, mi movo per due ragioni principali, l’una perche il candor della pudicitia nelle donne, è cosa di troppa importanza, et per molti rispetti humani, tira seco più gravi, et più dannose conseguenze, che ne gli huomini istessi, et ogni suspitione, ogni neo nella fama loro, è di grandissimo pregiuditio; la seconda ragione è, perche havendo parlato assai di sopra del pericolo delle male prattiche, altrui non si persuadesse, non doversi prender cura, ne sollecitudine alcuna delle figliuole femine, lequali per ordinario non conversano fuori di casa, prima che siano maritate, ne anco all’hora, se non di rado. Nel secondo luogo per quello che tocca al fuggir l’otio, et all’occuparsi bene, mi è parso ricordarlo separatamente; percioche gli esercitii et le varie occupationi, et maniere di vivere, delle quali si dirà più à basso, sono per il più proprie de gli huomini, et non accommodate al sesso feminile. Dico adunque che il padre et la madre di famiglia hanno à ricordarsi sempre quel detto del savio, delquale hò fatto mentione in un’altro luogo, ilqual dice cosi: Hai tu figliuole? custodisci il corpo loro, et parlando propriamente co’l padre, soggiunse, et non mostrar loro il viso allegro, et la cagione di questo detto del savio [p. 164v modifica]può essere doppia, primamente acciò per la indulgenza del padre, la figliuola non divenghi troppo ardita, et baldanzosa, et si assicuri di far alcune cose, lequali per il timor paterno non havria ardir di fare; secondariamente acciò le carezze del padre, non avvezzino la figliuola ad una certa dimestichezza verso gli huomini, per la quale perda à poco à poco quella verecundia, che è à guisa d’un riparo della honestà muliebre; adunque l’intentione del sapiente non è di persuadere al padre una certa rigidezza, et che sia di continuo co’l viso cruccioso verso la figliuola, ma che ritenga la sua gravità, et non scuopra una certa tenerezza d’amore, pericolosa particularmente alle figliuole per i rispetti che detto habbiamo. Avverta anchora la prudente madre di famiglia, che donne non conosciute non parlino alla figliuola, sotto pretesto del filato, et di lavori, et altre cose tali, ma sia la madre istessa quella che le espedisca, percioche molte sono le astutie di Satana, et in cosa tanto importante, è lecito essere alquanto sospettoso, etiandio de i famigliari, et de i vicini, non per far giuditio temerario, ne per condannare alcuno, ma per osservare quella cautela, che à i superiori si appertiene, sapendo quanto sia la simplicità, et fragilità di quel sesso, et quante ne siano state ingannate da gli astuti insidiatori, sotto l’honesto et santo nome del matrimonio, ilquale à i nostri tempi dopo i decreti del sacro Concilio Tridentino non hà più luogo alcuno, et non è vero matrimonio, ma abominevole corruttione, quando si fà occultamente et senza le debite solennità, si come si è detto nel suo proprio luogo. In oltra vada osservando la savia madre se la figliuola persevera, ò se pure è meno assidua ne gli esercitii sprirituali, se è vaga di adornarsi più che la solita modestia non comporta, et destramente vada chiudendo i passi à i pericoli che possono succedere; non sia lecito alla zitella costumata, andar à tutte le finestre, ne affacciarsi quando à lei piace, ne veder ogni cosa, che si fà per la strade, che il porsi le semplici verginelle scopertamente in veduta della gioventù piena di fuoco di lussuria, et render il saluto, come forse si usa in alcuni luoghi, è abuso cosi grave, che à me non par degno doversene pur parlare, benche alcuni sotto la medesima speranza del matrimonio, vanno escusando questi poco honesti amori. Appresso non è prudente, ne lodevole usanza il menar le zitelle alle feste, ne à i spettacoli, et per i corsi, dove i giovani licentiosi vanno vagheggiando. Et perche le confessioni, et divini offitii à suoi debiti tempi non si hanno à lasciare, ricordo che si vada à quelle Chiese dove si osserva maggior disciplina, et riverenza, et sotto buona custodia de gli occhi materni, allontanandosi da casa il meno che si può, et ritornando il più presto che si può. Non senza cagione per avvertimento nostro [p. 165r modifica]ha voluto lo Spirito santo che nelle divine scritture sia registrata l’historia di Dina figliuola di Giacob, laquale essendo in Città forestiera, co’l padre et con i fratelli, dice il testo, che uscì fuori di casa per veder le donne di quel paese et havendola per caso rincontrata il figliuolo del Principe di quella Terra, restò preso dall’amor di lei, et la rapì, et per forza la violò, onde seguirono poi gravi inconvenienti; dando instruttione à tutte le donne, ma spetialmente alle vergini da marito, quale Dina era, di non andare vagando, et non voler vedere molte cose curiosamente, per che il demonio hà teso le sue reti, dove altri non pensa.

Ma sopra tutto la valente madre di famiglia tenga le sue figliuole bene occupate, et lontane dall’otio, maestro come tante volte s’è detto di molti peccati. Et non perche siano nate di padre nobile, et ricco, hanno à sdegnarsi dell’aco, et del fuso, et de gli altri esercitii convenienti à quel sesso, si come non si sdegnavano le donne Romane nobilissime, et nelle sacre lettere, di questo sono lodate le donne nobili, et virtuose, come si toccò di sopra. Et quella che di eccellenza et virtù avanzava gli angeli, non che le donne, Maria madre di Dio, trattò stando in terra gli artifitii donneschi, per tacere di Anna madre di Samuele, et altre molte. Lavorino adunque le nobili zitelle, rallegrinsi di vestire con le mani loro i padri, et i fratelli, imparino à saper custodir la roba, prendano cura della education santa de i piccolini fratelli, ò sorelle, in somma non si permetta loro, ne di occuparsi in cose vane, ne di stare in otio, percioche l’otio è nimico et dell’animo, et del corpo. Havevano i Lacedemoni per costume di far fare alle vergini esercitii di corpo gagliardi, riputando che in questa maniera, quando poi fossero maritate, sariano i parti loro più robusti, et partoriano con minor dolore; et quantunque noi non debbiamo approvare, che le femine facciano cosa di movimento troppo violento, et virile, indecente alla modestia loro, non si può però negare esser vero che la vita troppo languida, et otiosa, fà nocumento al vigor del corpo et alla procreatione de i figliuioli. Concludo che il padre, et madre di famiglia, tengano le figliuole proprie con buona custodia, et più presto si facciano temere che altrimenti, perche il sesso feminino è lubrico, et leggiero naturalmente et quella età è poco considerata; et nel resto è da sperare che la buona educatione precedente et il timor di Dio, et il santo esempio della madre, conservaranno la nostra figliuola di famiglia tale, che vivendo santamente nella casa paterna, possa poi esser degna et felice madre di molti buoni figliuoli e figliuole, che à gloria di Dio doveranno educarsi da lei, con la medesima forma di casta, et christiana educatione.