Una fera gentil più ch'altra fera

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Matteo Frescobaldi

XIV secolo U Indice:Le Rime di Cino da Pistoia.djvu sonetti Letteratura Una fera gentil più ch'altra fera Intestazione 22 settembre 2016 75% Da definire

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Nuvola apps bookcase.svg Questo testo fa parte della raccolta Rime scelte di poeti del secolo XIV/Matteo Frescobaldi


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     Una fera gentil più ch’altra fera
D’un bosco a pascer in selvaggio loco
Vidi passare e poi fermarsi un poco,
4Candida tutta con sua vista altera.
     Faceva invidia al sol ch’alla sua spera
Preso. . . . . . . . .
Nel vago aspetto apparve fiamma e foco:
8Attento io riguardai pur là dov’era.
     Poi per vago sentier seguii la traccia,
Misi ai bracchetti, e gittai rete al varco:
11Ma altri cacciatori a simil caccia
     Vidi correr con lor saette ed arco,
E seguitarla con più forti braccia.
14Che fia, non so; e pur me ne rammarco.
     Dïana, fa’ che ne’ tuoi prati verdi
16Questa candida cerva io non la perdi.

(Pubblicato di sul cod. 3213 vat. da F. Trucchi nel vol. II delle Poesie italiane inedite, ecc.)