Viaggio intorno alla mia camera/Capitolo VII

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Capitolo VII

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CAPITOLO VII.



C non vi sembra abbastanza chiaro? Ecco un altro esempio.

Un giorno della scorsa estate uscii per andare a corte all’ora assegnatami. Avea dipinto per ore molte; e la mia anima, compiacendosi a meditare sulla pittura, lasciò alla bestia l’incarico di trasportarmi al palazzo del re.

Che sublime arte è la pittura, pensava la mia anima! Felice colui che non è obbligato a far quadri per vivere, — che non li fa nemmeno unicamente per passatempo; — ma che preso dalle grazie, dalla maestà di una bella fisionomia, invaghito degli amabili colori, che la luce spande sovra di essa, si sente spinto ad emular la na[p. 35 modifica]tura! Felice parimenti il dipintore di paesetti, che sa esprimere sulla tela il sentimento di tristezza, che a lui ispirano una scura foresta, una campagna deserta; che crea mari novelli e nere caverne sconosciute al sole; che fa sorgere a piacer suo boschetti di verde perenne, e brillare sovr’essi il purissimo azzurro de’ cieli; che suscita fosche nubi ove ciò gli talenti, e fa quasi nel turbato aere muggir la tempesta. Altra volta egli offre all’occhio meravigliato le campagne deliziose dell’antica Sicilia, ove tu vedi ninfe smarrite fuggire attraverso le canne i satiri che le inseguono; tempj di maestosa architettura alzar la fronte superba dalla sacra selva che li circonda; vie serpeggianti e silenziose ove l’immaginazione si perde; lontano orizzonte, che si confonde colla volta del cielo; acque [p. 36 modifica]limpide e tranquille, in cui questa scena amenissima si ripete. — Or mentre la mia anima tutta era assorta in tali riflessioni, l’altra seguitava ad andare, e Dio sa dove! — In luogo di recarsi alla corte, giusta l’ordine ricevuto, deviò talmente verso sinistra, che al momento in cui la mia anima la raggiunse, essa era alla porta di madama d’Hautcastel, a mezza lega del palazzo reale.

Lascio che il lettore pensi ciò che le sarebbe avvenuto, se entrava tutta sola da una così bella signora!