Viaggio sentimentale di Yorick (Laterza, 1920)/XIV. Su la via

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
XIV. Su la via

../XIII. La porta della rimessa ../XV-XVI-XVII. La rimessa IncludiIntestazione 3 maggio 2022 75% Da definire

Laurence Sterne - Viaggio sentimentale di Yorick (1768)
Traduzione dall'inglese di Ugo Foscolo (1813)
XIV. Su la via
XIII. La porta della rimessa XV-XVI-XVII. La rimessa
[p. 29 modifica]

XIV

SU LA VIA

CALAIS

Avendo io e la mia fantasia, come prima vidi quella signora, già stabilito che fosse una delle predilette della Natura, e piantato per secondo e non meno incontrastabile assioma che essa era vedova e che vestiva i caratteri della sventura, non andai punto piú in là; io aveva terreno bastante alla posizione che mi giovava; e, quand’anche ella fosse restata meco braccio a braccio sino a mezza la notte, io mi sarei attenuto leale al mio sistema, considerandola sempre ed unicamente con quell’idea generale. [p. 30 modifica]

Ma non mi si scostò venti passi, che una voce nel mio secreto mi sollecitava ad indagini assai piú distinte; ed era suggerita dal presentimento d’una piú lunga separazione. Poteva anche darsi che io non la rivedessi mai più: il cuore invigila a preservare tutto quello ch’ei può; e mi bisognava almeno una guida affinché i miei sospiri non si smarrissero, se mai non mi fosse piú dato di congiungermi a lei che co’ soli sospiri. E, per dirla, io bramava di sapere il suo nome, il suo casato, la sua condizione; e, poiché io sapeva dov’ella s’avviava, m’era pur necessario di non ignorare donde veniva. Ma come mai senza violare tanti dilicati rispetti che le custodivano, poteva io raccôrre tutte queste notizie? Macchinai venti vari disegni: io non poteva capacitarmi che un uomo la interrogasse cosí a dirittura; era cosa impossibile.

Un francesino de bon air, capitano, che veniva per via saltellando, mi fe’ vedere che la cosa era sífacile che nulla piú; perché, affrontandoci appunto mentre la gentildonna tornavasi all’uscio della rimessa, si piantò fra noi due, e, senza farsi ben conoscere, s’introdusse mio conoscente; e mi richiese dell’onore di presentarlo alla dama. Io non le era stato presentato, io: però, volgendosi a lei, le si presentò né piú né meno da sé, interrogandola se venisse di Parigi.

— No; — ma rispose che andava per quella strada.

Vous n’étes pas de Londres?

— No — diss’ella.

Dunque madama dovea venir dalle Fiandre.

Appraremment vous étes flamande — tornò a dire il capitano francese.

La dama rispose che sí.

Peut ètre de Lille?

Disse ch’ella non era di Lilla.

— Né d’Arras? né di Cambrai? né di Gand? né di Brusselle? —

Rispose ch’essa era di Brusselle.

Egli aveva avuto l’onore, diceva, d’intervenirvi al bombardamento nell’ultima guerra: era galantemente situata pour cela, [p. 31 modifica] e piena di noblesse, allorché gli imperiali ne furono cacciati da’ francesi (la gentildonna fece una riverenza); e cosí ragguagliandola della vittoria e del merito che anch’egli n’ebbe, la pregò dell’onore di sapere il nome di lei, e le fece un inchino.

Et madame a son mari? — disse: fe’ due passi; guardò addietro, e, senza aspettare risposta, saltellò per la via.

Quando avessi fatto sett’anni di noviziato in una bottega di belle creanze, non avrei imparato a far tanto.

Note