Villa di Chiesa volgarmente detta Iglesias

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Giorgio Viani

1892 V Indice:Rivista italiana di numismatica 1892.djvu Rivista italiana di numismatica 1892

Villa di Chiesa
volgarmente detta Iglesias Intestazione 15 dicembre 2012 75% Numismatica

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VILLA DI CHIESA

DETTA VOLGARMENTE IGLESIAS.1


Rivista italiana di numismatica 1892 p124.jpg

Questa rara e preziosa moneta d’argento si trova nella mia collezione, e serve di prova sicura per aggiungere una nuova Zecca al catalogo di quelle già pubblicate dai Monetografi fino al presente. Tiene da una parte nel campo una Croce nel mozzo a due circoli concentrici, nel primo dei quali dopo una piccola croce si legge: FACTA IN VILLA ECCLESIE; e nel secondo, dopo simile piccola croce: P • COM • PISANO; cioè, FACTA IN VILLA ECCLESIE PRO COMVNI PISANO.

Dall’altra parte si vede l’Aquila coronata sopra un capitello con un piccol fiore, o frutto sotto il rostro, e intorno la leggenda: FEDERIC • IMPERATOR • cioè FEDERICVS IMPERATOR. Il suo peso è di grani 35 fiorentini, simile in circa a quello dei Grossi pisani.

Egli è dunque manifesto che in Villa di Chiesa, nell’isola di Sardegna, fu aperta la zecca, e che vi furon battute monete; ma non è cosa ugualmente facile il poter fissare l’epoca di questa Zecca e della suddetta moneta. Sappiamo che la potente Repubblica Pisana dominò pel corso [p. 125 modifica]di tre secoli in Sardegna; e quantunque in questo spazio di tempo varie sieno state le vicende da lei sofferte, ora in parte, ora in tutta vi si mantenne costantemente in possesso; finché nel 1324 ne restò totalmente spogliata dalle armi vittoriose di Giacomo re di Sardegna. Villa di Chiesa fu uno de’ luoghi che fece maggior resistenza, e degli ultimi abbandonati dai Pisani. (V. Tronci, Memorie storiche della città di Pisa, pag. 313). Il sig. Cappellano Ranieri Zucchelli, mio particolare amico od erudito antiquario, mi ha fatto osservare un istrumento celebrato in Pisa sotto il giorno 5 di gennaio 1314, in cui Bello Alliata ed alcuni di sua famiglia costituiscono procuratore Lippo Alliata, ad esigere da Neri da Riglione, o da Andrea Masucchi commemoranti nel castello di Castro, ovvero nella Villa di Chiesa, tutto quello di cui essi erano loro debitori, e a vendere tutte quelle parti che hanno in argentaria Ville Ecclesie de Sardinia. Se Argentaria significò lo stesso che zecca, può dedursene che prima del 1314 era aperta la Zecca di villa di Chiesa.

Colo Martello figlio del Q. Morgiane Martelli, abitatore della Villa di Chiesa di Sigerro, confessa d’aver ricevuto in prestito da Neri del Q. Bacciomeo da Riglione lire dugento denariorum aquilinorum minutorum. Fatto nella Villa di Chiesa di Sigerro nella ruga, de’ Mercanti sotto di 15 decembre 1315, Indizione XIII, per rogito di Ser Duodo, figlio del Q. Ser Giunta Soldani Notaro, ecc.

Non solo in questo, ma anche in molti altri contratti fatti in Sardegna, si contratta sempre con moneta denariorum aquilinorum minutorum: dal che se ne potrebbe inferire, che queste monete si chiamassero denari aquilini minuti2.



Note

  1. Riteniamo far cosa grata ai Lettori della Rivista pubblicando in appendice a questo cenno biografico di Giorgio Viani le sue 3 Memorie numismatiche qui retro segnate con un asterisco. Queste memorie sono divenute oramai pressochè introvabili. La prima di queste, su Villa di Chiesa, fu inserta quasi in appendice dal dotto Abate Sebastiano Ciampi nelle sue Notizie della vita letteraria e degli scritti numismatici di Giorgio Viani. Firenze, 1817, in-8, pag. 55-57.
  2. Altre notizie ha il Sig. Ab. Zucchelli per confermar questa zecca.