<dc:title> Adam di dolce pianto asperso e molle </dc:title><dc:creator opt:role="aut">Giuseppe Maria Ercolani</dc:creator><dc:date></dc:date><dc:subject>Sonetti</dc:subject><dc:rights>CC BY-SA 3.0</dc:rights><dc:rights>GFDL</dc:rights><dc:relation>Indice:Zappi, Maratti - Rime I.pdf</dc:relation><dc:identifier>//it.wikisource.org/w/index.php?title=Adam_di_dolce_pianto_asperso_e_molle&oldid=-</dc:identifier><dc:revisiondatestamp>20250415220222</dc:revisiondatestamp>//it.wikisource.org/w/index.php?title=Adam_di_dolce_pianto_asperso_e_molle&oldid=-20250415220222
Adam di dolce pianto asperso e molle Giuseppe Maria ErcolaniZappi, Maratti - Rime I.pdf
Adam di dolce pianto asperso e molle,
Ed io, com’uom ch’alto prodigio vede,
Miriam la Bella, ch’ogni Bella eccede,
E nostra al sommo umìl Natura estolle: 5Nell’aureo crin ch’al Sol la gloria tolle,
E ne’ begli occhi tal virtù possiede,
Che trae dall’alto dell’empirea sede
Chi nascer senza il suo voler non volle[2].
Qual miracol è quel quando la speme 10Pone in dubbio del Mondo, ed al materno
Offerto onore isbigottisce e teme?
E qual dolcezza, ad onta dell’Inferno,
Vederla in poi col suo gran Figlio insieme,
E somigliarsi al Genitore eterno!