Adiecta (1905)/II/XX

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Trittico

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TRITTICO

I.

AMATA


     Mentre di fuori tremando le fronde
gemono al vento autunnal che le miete,
pupille larghe, pupille profonde,
4che lieto maggio sognando vedete?

     Mentre il silenzio de’ vespri diffonde
il suo languor nelle stanze segrete,
labbra di rosa per chi sorridete,
8ghiotte di baci e d’amor sitibonde?

     Pupille nere che dolci splendete,
labbra di rosa fiorenti e gioconde,
11felici voi che l’amor conoscete,

     l’amor che il pianto del vero v’asconde
con un tumulto d’imagini liete,
14con un delirio d’ebbrezze feconde!




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II.

SPOSATA


     Poi che la bianca ghirlanda riposa
sul casto velo lasciato piangendo
e delle nozze al mistero tremendo
4t’affacci bella, innocente, amorosa,

     sei vinta e già colla bocca di rosa
tutta te stessa concedi ridendo,
mentre lo sposo t’avvinghia cogliendo
8l’intatto fior de la forma vezzosa.

     Sei vinta! È lui che tentavi fuggendo,
lui che con l’occhio cercavi pensosa,
11lui che la notte sognavi dormendo;

     ed or che il labbro sul labbro ti posa,
suggi il suo bacio ed impari arrossendo
14le voluttà benedette di sposa.





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III.

LASCIATA


     Suonan tra i rami del bosco spogliato
canzoni e risa che passano a volo;
va su le nevi d’amanti uno stuolo
4e amor trionfa del verno gelato.

     E tu che avevi creduto ed amato,
povero core che sanguini solo,
povero uccello pigliato al lacciolo,
8non sarai dunque mai più consolato?

     Dormono i fior sotto il bianco lenzuolo,
ma nel tripudio del maggio aspettato
11uscir dovranno più belli dal suolo.

     Ma le dolcezze del tempo passato,
ma le speranze recise dal duolo,
14chi più le rende ad un cor disperato?