Adone/Nota al testo/17. Divisione delle parole e segni diacritici

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17. Divisione delle parole e segni diacritici

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17. Divisione delle parole e segni diacritici
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Alcune parole vanno spese anche in merito alla unione o separazione delle parole, precisando subito che P mostra assoluta predilezione (con sporadiche distrazioni) per le grafie composte: non solo, quindi, i tradizionali infra, maisempre, giatnai (e apena, apunto, sebene ecc.), ma, nel caso delle preposizioni articolate, tutto un quadro di ala, dele, dalo, nela ecc. (unica, ma non incoerente, eccezione, su : su i, sii la ecc.) e, in quello delle congiunzioni composte con che enclitico, il predominio di forme quali poiché, perche, benché, mentreche, accioche, peroclie (unite e senza accento). Ricorrono composti del tipo sempreverde (I 8, 1), verdescuro (X 256, 1), maldifeso (modello frequentissimo: malaccorto, malagevole, malconcetto, malcondita, malcondotto, malculta, [p. 800 modifica]NOIA AL TESTO

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malguidato, malnato, malpolito, malsecuro, maltolta, eoa poche oscillazioni, che abbiamo naturalmente rispettato nella nostra trascrizione: mal atto [I 122, 2], mal tinto [XX 291, 4], mal saggio [XIX 195, 3] cui abbiamo, eccezionalmente, uniformato l’ambiguo malsaggio di I 30, 1 e XIII 120, 3). Piú interessante e significativo è tuttavia l’impiego di grafie quali laqual, loqual, delqual .... che potrebbero riflettere una suggestione francesizzante. Né va trascurato quelche, o la serie mestesso, seslesso.

Nella trascrizione, si sono adottate in genere le forme disgiunte, anche per non influire, quando fosse il caso, sulla ragione fonetica, e per non distrarre il lettore con troppo frequenti forme ostiche. Abbiamo rispettato la serie dei composti ( verdescuro , maldifeso ...) e alcune grafie tradizionali ( dapoi, maisempre).

Si sono uniformati all’uso corrente accenti ed apostrofi, introducendo la distinzione, ignota all’originale, di accento acuto o grave. Si sono, da ultimo, con criteri di economia, introdotti alcuni accenti o apostrofi in funzione diacritica.

V’è da dire, finalmente, della dieresi. La versificazione mariniana rientra, anche per questo rispetto, in un quadro rinascimentale in tutto assestato: per il lettore pratico non vi sono per lo piú sorprese, né difficoltá di scansione. Si è tuttavia ritenuto opportuno segnare sistematicamente la dieresi.