Amori (Savioli)/XV - La Notte

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XV - La Notte

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Ecco la meta; apparvero
     Le desíate mura.
     Grazie, pietosa Venere,
     4A tua propizia cura.

Il tuo favor guidavami
     Per l’aria incerta e bruna:
     Segui l’impresa, affidami,
     8Compi la mia fortuna.

Dea, che d’un velo argenteo
     Copri le forme sante,
     Esci. Le gioje appressano
     12Del più beato amante.

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Sii casta il dì; fra vergini
     Dividi i freddi baci;
     Ama la notte, e illumina
     16Gli altrui contenti, e taci.

Regna, o Morfeo, sacrifichi
     La terra all’ali tue:
     Dorman le fere, e gli uomini;
     20Basta che veglin due.

Deh come pigre avanzano
     Per mio supplizio l’ore!
     Ah scorrerían più rapide,
     24Se le pungesse Amore.

Numi al desío, che m’agita,
     Soverchio indugio è morte.
     Deh per pietà schiudetevi,
     28Invidíose porte.

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Io non m’affaccio incognito:
     Spesso i miei voti udiste,
     E su i commossi cardini
     32Al pianto mio v’apriste.

S’ell’arde al nostro incendio,
     Se quel che volle or vuole,
     Quai cure omai l’arrestano?
     36Che tarda? aspetta il Sole?

Forse a begli occhi insidia
     Tese un sopor fallace,
     E sulle piume immemore
     40A suo dispetto or giace.

Per Pasitea soccorrimi
     Dator de’ sogni infesti.
     Scegli il più orrendo: ei gelido
     44Le piombi al cor; la desti.

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Lasso! un crudel silenzio
     Me nel mio duol dispera:
     Ei là per entro indomito,
     48Qual per sepolcri impera.

Ch’io sia schernito? e gli aditi
     Un tradimento chiuda?
     Ch’io il sia? che me la perfida
     52Per novo amante escluda?

Ah mille faci splendano
     Nel víolato loco.
     Entri vergogna, e seguano
     56I lacci, il ferro, il foco.

Giove, se a questa il fulmine
     Vendicator perdona,
     Chi ferirà? risvegliati
     60Dall’ozio ingrato, e tuona.

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Ahi teco nulla ottengono
     Le mie perdute brame.
     E lo riserba a Semele
     64Una promessa infame.

Orsa, che in ciel più pallida
     Col tuo Boote splendi,
     Tu mie speranze inutili
     68Involi, e al mar discendi.

Ohimè! le forze scemano
     Al travagliato fianco:
     Rabbia mortal le tenebre
     72M’addoppia agli occhi, e manco.

O dalle nostre lagrime
     Bagnata infausta soglia;
     Sostien qui peso indebito
     76La moribonda spoglia.

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Ah no: fuggiam. Ti perdano
     Gli Dii, fatal soggiorno.
     Per sempre addio. S’involino
     80I nostro torti al giorno.