Ben veggio il marmo, il simulacro, e l'urna

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Girolamo Baruffaldi

B Indice:Zappi, Maratti - Rime I.pdf Sonetti Letteratura Intestazione 27 giugno 2017 75% Da definire

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Nuvola apps bookcase.svg Questo testo fa parte della raccolta Sonetti d'alcuni arcadi più celebri/Girolamo Baruffaldi


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V.1


Ben veggio il marmo, il simulacro, e l’urna,
     Ma l’ossa no del mio Cantor primiero:
     Deh chi mi schiude per pietà il sentiero
     A quella fredda polve e taciturna?
5Vorrìa veder la tromba, e in un l’eburna
     Cetra come sen giaccia, e ’l pungol fiero,
     E’l Socco umìle, onde coperse il Vero
     In sembianza ridevole e notturna.
Trar le vorria fuor dalla notte al die,
     10E, certe occulte note mormorando,
     Ravvivar quelle spoglie, e farle mie:
Poi lieto andar per queste vie cantando
     Nov’arme, novi amor, nove follìe,
     Maggiori ancor delle follìe d’Orlando.

Note

  1. Al sepolcro di Lodovico Ariosto.