Canzoniere (Rerum vulgarium fragmenta)/Quante fïate, al mio dolce ricetto

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Quante fïate, al mio dolce ricetto

../Mai non fui in parte ove sí chiar vedessi ../Alma felice che sovente torni IncludiIntestazione 22 settembre 2008 75% Poesie

Mai non fui in parte ove sí chiar vedessi Alma felice che sovente torni

 
Quante fïate, al mio dolce ricetto
fuggendo altrui et, s’esser pò, me stesso,
vo con gli occhi bagnando l’erba e ’l petto,
rompendo co’ sospir’ l’aere da presso!

5Quante fïate sol, pien di sospetto,
per luoghi ombrosi et foschi mi son messo,
cercando col penser l’alto diletto
che Morte à tolto, ond’io la chiamo spesso!

Or in forma di ninpha o d’altra diva
10che del piú chiaro fondo di Sorga esca,
et pongasi a sedere in su la riva;

or l’ò veduto su per l’erba fresca
calcare i fior’ com’una donna viva,
mostrando in vista che di me le ’ncresca.