Catullo e Lesbia/Varianti/27. A Furio ed Aurelio - XI Ad Furium et Aurelium

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Gaio Valerio Catullo, Mario Rapisardi - Catullo e Lesbia (Antichità)
Traduzione dal latino di Mario Rapisardi (1875)
Varianti - 27. A Furio ed Aurelio - XI Ad Furium et Aurelium
Varianti - 26. A sè stesso - LXXVI Ad seipsum Annotazioni

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XI.


Pag. 226.          Sive in extremos penetrabit Indos.

Penetrabit, con gli antichi esemplari, non penetrarit, come leggono taluni, non badando al gradietur del 9° verso. [p. 261 modifica]


Prati ultimi in tutti i MS. e con assai più d’eleganza che ultimus, come altri vorrebbe; chè prati ultimi è qui detto come in Terenzio, Phorm., 1,4: Quia est hic senex, quem video in ultima platea? e in Ovidio, Metam., IV, v. 300:

Perspicuus liquor est, stagni tamen ultima vivo
Cespite cinguntur; semperque virentibus herbis.

E tactus è più proprio di fractus, come leggono Vossio e Silligio: perchè un fiore languisca, basta che l'aratro lo tocchi.