Della storia d'Italia dalle origini fino ai nostri giorni/Libro terzo/2. Continua

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[p. 67 modifica]2. Continua. — Limiti d’Augusto furono dunque, il Reno, il Danubio, l’Eufrate e i deserti d’Arabia, di Nubia, di Numidia. In mezzo, il Mediterraneo tutt’intiero, lago italiano, che non fu né sará, probabilmente, mai piú lago di niun’altra nazione. — In Ispagna erano tre province: lusitania, betica e tarragonese. — In Gallia transalpina, quattro: narbonese, lugdunese aquitanica e belgica. — In Germania e ne’ paesi danubiani, otto: Vindelizia, Rezia, Norico, due Pannonie, due Mesie ed Illirico. — In Grecia, tre: Macedonia, Tracia ed Acaia. — In Asia, quattro: Asia, Bitinia, Cilicia, Siria, oltre Giudea, Comagene, Cappadocia, Ponto, Licia, Samo e Rodi, Armenia e Mesopotamia, piú o men libere o regnate di nome, ma rette di fatto da qualunque proconsolo o legato romano, e che diventarono province poi. — In Africa, tre: Egitto, Cirenaica ed Africa, oltre la Mauritania pur retta a regno allora, pur divisa in province poco dopo. — E finalmente in grembo al Mediterraneo, quattro: Siracusa e Lilibeo in Sicilia, Sardegna e Corsica. — L’Italia, la penisola signoreggiante, non era allor divisa in province; serbava tutte le distinzioni di sue genti primitive, secondo i patti con cui ciascuna s’era aggregata a Roma; ma queste distinzioni erano scemate dalla concessione, che Augusto fece allora a tutte insieme, di quel diritto di cittadinanza, tanto contrastato giá quando non era un’ombra.